Archivio autori Massimiliano Sabbion

“Sensi” personale di Luigi Marano

I miti classici, le storie che profumano di ricordo e di passato, la musica che scalda l’ambiente, la luce che entra dalle finestre e illumina forme e colori realizzando una realtà che si bilancia tra i sogni e il mondo contemporaneo, sono la serie delle sensazioni provate davanti ai lavori dell’artista Luigi Marano, padovano ma cittadino del mondo dal quale preleva suoni, profumi, colori.
Nella sua prima personale un artista mette in gioco tutto restando ben consapevole che il suo lavoro può riscontrare il favore del pubblico oppure, al contrario, creare un muro di incomunicabilità tra il risultato e chi osserva. Per lo spettatore davanti ai disegni di Luigi Marano invece è facile perdersi alla vista tra le sue linee precise e regolari dal tratto semplice e pulito e si percepiscono la cura e la fatica di uno stile e di una tecnica complessa che richiede pazienza e costanza, il pastello.

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Convivio di Giuliana Cobalchini

Convivio di Giuliana Cobalchini nasce da un bisogno sentito quello di parlare, di sedersi e mettersi a confronto, di discutere e lasciare il tempo necessario per poter assorbire le parole, per dar voce ai pensieri e per far si che un punto di ritrovo dove discutere sia la vera forma d’arte alla quale l’artista si presta.
Tra installazione e performance artistica chi è chiamato a partecipare in maniera attiva è il pubblico invitato a sedersi, a guardarsi negli occhi e parlare, magari stimolato da un argomento tratto direttamente dal passato come un vecchio filmato di un dibattito televisivo, un documentario, una voce, un suono senza tempo, un’immagine.

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Neve a IDoLove. Tra classicismo e street art.

La chiesa di Dolo, costruita nel 1570, è dedicata a San Rocco e fu edificata negli anni in cui la peste ebbe la maggiore espansione nel territorio proprio in quegli anni.
Il santo cui è dedicata è il protettore dei malati infettivi, dei prigionieri e degli invalidi e da sempre riconosciuto nella cultura popolare come il santo tra i più amati e festeggiati dalla pietà popolare, forse perché più vicino alle sofferenze della gente comune bisognosa di conforto e di speranza nella guarigione dalle malattie.
San Rocco è festeggiato dagli abitanti di Dolo con la tradizionale fiera storica e la sagra a lui dedicata tra il 10 e il 20 agosto di ogni anno.
I simboli che identificano la rappresentazione del santo, pellegrino e taumaturgo, sono un cane, una croce sul lato del cuore e un angelo.

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Sere d’estate a Padova. “Il Santo com’era: rappresentazioni della Basilica attraverso i secoli”. Mostra prorogata fino al 31 luglio 2019.

Questo è il racconto di una mostra d’arte tra storia e cultura, ma per capire ciò di cui si parla, è necessaria la narrazione nata in una sera estiva in una città.
Le sere d’estate a Padova. Bisognerebbe vivere di più la città appena tramontano il sole e l’afa, le sere padovane sono fatte di vento caldo che si interrompe per dare spazio ad un brivido di freddo, “portate via un golfetto…che non se sa mai” direbbe qualche mamma previdente perché in fondo quel “non se sa mai” è la sicurezza tra le righe di chi si preoccupa per te e ti vuol bene.
Le luci della sera mostrano una città differente appena il sole svanisce, anche i rumori poi cambiano come cambia la luce, si possono sentire i rivoli d’acqua che passano tra i ponti quando si attraversano le strade fatte di sampietrini e si arriva a star nel silenzio tra le statue di Prato della Valle, un posto fatto di storia e di aria che colma i polmoni e lascia gli occhi immergersi in questo immenso “prato senza erba“.

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Il Santo. Mostra di arte, storia e cultura. “Il Santo com’era: rappresentazioni della Basilica attraverso i secoli”

La Basilica di Sant’Antonio a Padova è diventata nei tempo il cuore pulsante di una città ricca di arte e storia, per tutti i padovani l’edificio e le spoglie del Santo di origine portoghese che visse e morì nel capoluogo veneto sono sempre state affettuosamente denominate semplicemente “il Santo“.
Il Santo come luogo della spiritualità, della fede e del percorso che si perde nei secoli tra arte e storia con le sue storie e i personaggi che lo hanno popolato.

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IMP Festival Padova – International Month of Photojournalism

Quindici giorni per amare, apprezzare e riempirsi gli occhi con le immagini e gli scatti fotografici a Padova per un festival dedicato al Fotogiornalismo, IMP Festival Padova – International Month of Photojournalism, dal 10 al 26 maggio 2019.
Nella fotografia si ferma un momento, è rubata l’anima del tempo e il risultato è poi restituito per sempre. Passano gli attimi, scorrono gli istanti, ma l’immagine fotografica resta e lo scatto si fa emozione che si trasferisce dalla realtà allo spettatore che fruisce del risultato finale.

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Chiedo scusa… un sorry e tutto passa?

Chi si occupa di creatività, qualunque sia il campo d’azione preso in esame, si alza ogni mattina con la consapevolezza che non si deve necessariamente creare, ma sopravvivere in un mondo che usa e abusa della parola creatività.
Ogni giorno ci si appresta in primis a dover chiedere sempre scusa: scusarsi di fare troppo o al contrario di fare poco, scusarsi di piacere o di essere poco gradevoli, scusarsi per essere famosi o per non essere affatto conosciuti, scusarsi per aver preso in mano un pensiero e averlo poi trasformato in un’opera d’arte, scusarsi di scusarsi per farlo troppo spesso o troppo poco.

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Giuliana Cobalchini. Alis volat propriis

GIULIANA COBALCHINI
Alis volat propriis

inaugurazione sabato 11 maggio ore 18.00
Apertura dal 11 al 22 maggio 2019

Sabato 11 maggio 2019, presso lo spazio espositivo della Chiesa di Santa Maria del Torresino, sarà inaugurata la personale dell’artista padovana Giuliana Cobalchini dal titolo “Alis volat propriis”, a cura di Enrica Feltracco con introduzione critica di Massimiliano Sabbion.
Il percorso espositivo è composto da una ventina di opere tra oli e acrilici su tela, carta e installazioni.

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Giuseppe Inglese. Unspotted

Nelle opere di Giuseppe Inglese, questa carezza continua tra pensiero e forma si attua nelle sculture rese con la semplicità e la leggerezza di una tecnica che segue un “filo” conduttore fino a creare trame che svelano un’intuizione e uno studio frutto di un lavoro paziente e certosino.
Uomini, donne, bambini, emozioni che prendono vita nella loro leggerezza e che si trasformano diventando scheletri sospesi, anzi, anime leggere senza macchia e senza paure, libere e librate.

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