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“Sensi” personale di Luigi Marano

I miti classici, le storie che profumano di ricordo e di passato, la musica che scalda l’ambiente, la luce che entra dalle finestre e illumina forme e colori realizzando una realtà che si bilancia tra i sogni e il mondo contemporaneo, sono la serie delle sensazioni provate davanti ai lavori dell’artista Luigi Marano, padovano ma cittadino del mondo dal quale preleva suoni, profumi, colori.
Nella sua prima personale un artista mette in gioco tutto restando ben consapevole che il suo lavoro può riscontrare il favore del pubblico oppure, al contrario, creare un muro di incomunicabilità tra il risultato e chi osserva. Per lo spettatore davanti ai disegni di Luigi Marano invece è facile perdersi alla vista tra le sue linee precise e regolari dal tratto semplice e pulito e si percepiscono la cura e la fatica di uno stile e di una tecnica complessa che richiede pazienza e costanza, il pastello.

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Convivio di Giuliana Cobalchini

Convivio di Giuliana Cobalchini nasce da un bisogno sentito quello di parlare, di sedersi e mettersi a confronto, di discutere e lasciare il tempo necessario per poter assorbire le parole, per dar voce ai pensieri e per far si che un punto di ritrovo dove discutere sia la vera forma d’arte alla quale l’artista si presta.
Tra installazione e performance artistica chi è chiamato a partecipare in maniera attiva è il pubblico invitato a sedersi, a guardarsi negli occhi e parlare, magari stimolato da un argomento tratto direttamente dal passato come un vecchio filmato di un dibattito televisivo, un documentario, una voce, un suono senza tempo, un’immagine.

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Neve a IDoLove. Tra classicismo e street art.

La chiesa di Dolo, costruita nel 1570, è dedicata a San Rocco e fu edificata negli anni in cui la peste ebbe la maggiore espansione nel territorio proprio in quegli anni.
Il santo cui è dedicata è il protettore dei malati infettivi, dei prigionieri e degli invalidi e da sempre riconosciuto nella cultura popolare come il santo tra i più amati e festeggiati dalla pietà popolare, forse perché più vicino alle sofferenze della gente comune bisognosa di conforto e di speranza nella guarigione dalle malattie.
San Rocco è festeggiato dagli abitanti di Dolo con la tradizionale fiera storica e la sagra a lui dedicata tra il 10 e il 20 agosto di ogni anno.
I simboli che identificano la rappresentazione del santo, pellegrino e taumaturgo, sono un cane, una croce sul lato del cuore e un angelo.

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Sere d’estate a Padova. “Il Santo com’era: rappresentazioni della Basilica attraverso i secoli”. Mostra prorogata fino al 31 luglio 2019.

Questo è il racconto di una mostra d’arte tra storia e cultura, ma per capire ciò di cui si parla, è necessaria la narrazione nata in una sera estiva in una città.
Le sere d’estate a Padova. Bisognerebbe vivere di più la città appena tramontano il sole e l’afa, le sere padovane sono fatte di vento caldo che si interrompe per dare spazio ad un brivido di freddo, “portate via un golfetto…che non se sa mai” direbbe qualche mamma previdente perché in fondo quel “non se sa mai” è la sicurezza tra le righe di chi si preoccupa per te e ti vuol bene.
Le luci della sera mostrano una città differente appena il sole svanisce, anche i rumori poi cambiano come cambia la luce, si possono sentire i rivoli d’acqua che passano tra i ponti quando si attraversano le strade fatte di sampietrini e si arriva a star nel silenzio tra le statue di Prato della Valle, un posto fatto di storia e di aria che colma i polmoni e lascia gli occhi immergersi in questo immenso “prato senza erba“.

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Il Santo. Mostra di arte, storia e cultura. “Il Santo com’era: rappresentazioni della Basilica attraverso i secoli”

La Basilica di Sant’Antonio a Padova è diventata nei tempo il cuore pulsante di una città ricca di arte e storia, per tutti i padovani l’edificio e le spoglie del Santo di origine portoghese che visse e morì nel capoluogo veneto sono sempre state affettuosamente denominate semplicemente “il Santo“.
Il Santo come luogo della spiritualità, della fede e del percorso che si perde nei secoli tra arte e storia con le sue storie e i personaggi che lo hanno popolato.

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IMP Festival Padova – International Month of Photojournalism

Quindici giorni per amare, apprezzare e riempirsi gli occhi con le immagini e gli scatti fotografici a Padova per un festival dedicato al Fotogiornalismo, IMP Festival Padova – International Month of Photojournalism, dal 10 al 26 maggio 2019.
Nella fotografia si ferma un momento, è rubata l’anima del tempo e il risultato è poi restituito per sempre. Passano gli attimi, scorrono gli istanti, ma l’immagine fotografica resta e lo scatto si fa emozione che si trasferisce dalla realtà allo spettatore che fruisce del risultato finale.

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Jean Michel Folon: l’incontro con la pubblicità, l’esperienza Olivetti

Jean Michel Folon si trova a realizzare la campagna pubblicitaria della società Olivetti attorno al 1967, è il primo vero contatto con il mondo della pubblicità; prima di allora il suo accostamento con l’industria e la pubblicità si era solo limitato alle illustrazioni a partire dal 1960 per note testate quali Horizon, Esquire, The New Yorker, Time, Fortune, Atlantic Monthly.

Il risultato fu l’incontro prima di tutto con “un uomo straordinario, Giorgio Soavi. Aveva un ufficio all’Olivetti che sembrava la caverna di Alì Babà, piena di cose buffe, belle e assurde. Lavorava con artisti di tutto il mondo, per creare cose meravigliose, magari inutili, ma sempre in piena libertà. Non era direttamente pubblicità.”

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“Even shadows cast light”-“Anche le ombre proiettano la luce”. Giornata della Memoria 2019

Un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani.
La Memoria è un bene prezioso e doveroso da coltivare.
Sta a noi farlo.
A che serve la memoria? A difendere la democrazia.”
(Liliana Segre, Giornata della Memoria 2019)

Verso la giornata della memoria, 25 gennaio 2019 mattinata presso la Sala dei Giganti Palazzo Liviano, Padova.
La cura per una giornata particolare, fatta di ricordi e di passato, intrisa di emozioni su iniziativa del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età Contemporanea, diretto da Carlo Fumian, che ha moderato e presentato la giornata.
Pensieri, storia, emozioni attraverso i nomi di Michele Sarfatti, Fabrizio Dusi, Alvise Vindolin.

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Nell’inconscio – Sensi. Tra sogni ed emozioni

Nulla è nella mente che prima non sia stato nei sensi
(San Tommaso d’Aquino)

Il tempo è il responsabile delle emozioni che si trasformano in segni e visioni nelle opere dell’artista padovana Monica Ragazzo in arte Sensi, il tempo che serve a curare, a sottolineare ciò che si vede, è il tempo che permette ai colori e alle forme di dare un’anima alle sensazioni, alle emozioni.
Spesso attraverso i gesti che si snodano sulla tela si infervorano attraverso pigmenti e tecniche non ciò che si vede, ma ciò che si sente. Questo è il mondo nell’inconscio dell’artista Sensi, un mondo che scava dentro e da cui fuoriescono i battiti di un cuore che pulsa impressioni astratte che nascono tutte dalla realtà di chi sa ascoltare e stupirsi delle proprie percezioni.

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“Oltre il mio sguardo” personale di Silvia Scuderi

Memore delle lezioni dei maestri del passato e della ricerca compiuta negli anni, Silvia Scuderi si presenta all’occhio dello spettatore come una “viaggiatrice visiva” che ha portato con sé l’esperienza di un presente fatto di memoria, di visioni oniriche, di immagini che rimandano alla natura attraverso vedute paesaggistiche e particolari naturali in una immersione totalizzante che fonde cielo e terra, il visibile e l’astratto.
Corsi d’acqua che si specchiano tra le fronde di una flora ribelle e prospera, rocce che sedimentano secoli e stratificazioni del tempo, paludi e canneti, spazi immensi contrapposti a sguardi che occupano tutta la tela mostrando, a volte, un particolare riconducibile ad una natura di più ampio respiro.

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