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Chi ti guida nell’arte? Incontro con Giulia Granzotto alla scoperta delle mostre veneziane della Fondazione Pinault

Quando ci si appresta a visitare una mostra di solito ci si prepara in maniera coscienziosa o al massimo si va allo sbaraglio lasciando che sia il caso a guidarci all’interno di opere, cartigli e descrizioni.
Magari accodandosi per qualche momento a gruppi organizzati con tanto di guida oppure noleggiando (anche se molto spesso ora sono gratuiti) delle audioguide per seguire il percorso.
Spesso ci si annoia però perché si perde l’impatto emotivo della mostra e allora si arriva a percorrere le varie sale di fretta e furia perdendo aneddoti e particolari legati all’opera e all’artista.
In realtà sono occasioni mancante, situazioni sprecate che rendono la visita meno piacevole poi… peccato! Ci si lamenta sempre in seguito quando si visita una qualsiasi manifestazione perché si fanno lunghe code, ore d’attesa, il caldo, la confusione, le voci concitate, gli spazi angusti, la poca libertà espressiva date nello spazio alle opere, la mancanza di informazioni e di guide…

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J’aime aussi l’amour et la violence. “L’Amour Terrible” mostra di Tony Gallo

Dit moi qu’est que tu penses?
De ma vie,
De mon adolescense.
Dit moi qu’est que tu penses?
J’aime aussi l’amour et la violence
(L’amour et la violence – Sébastien Tellier)

Amour Terrible, tremendo e differente quando si accavalla nei pensieri e nelle scelte, dai sapori differenti. Amore e arte spesso coincidono e si fondono in un tutt’uno, perché? Perché si abbisogna di amare e di essere ricambiati e di costante cose belle che sanno e devono emozionare.
Uno dei soggetti preferiti dagli artisti é proprio l’amore, sentimento che muove le stelle ed é causa di guerre.

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Sale e zucchero: cristalli di contemporanea esistenza. “Naturale Materiale” – Lorenzo Cecilioni e Marco Chiurato

Nel sale e nello zucchero, nel salato e nel dolce, si instaurano rapporti preziosi, unici, rapporti che scivolano tra le papille gustative ad esaltare i sapori di quello che si degusta.
Sono elementi che si ritrovano in natura ma che l’uomo ha saputo raffinare e decantare fino ad estrarne l’essenza pregiata, ed ora questi prodotti cristallini, puri e bianchi sono diventati la droga contemporanea che scorre nelle vene dell’uomo: troppo sale o troppo zucchero fortificano o uccidono.

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L’arte di Severino del Bono. Si dipinge e si ama “a occhi chiusi” per una vita “oltre lo sguardo”

Pubblicato il 22 aprile 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

La cultura figurativa nel mondo contemporaneo a volte sembra sparire a favore di un’arte astratta o concettuale, si arriva così a dare priorità alle emozioni ed espressioni che si trasferiscono su tela o supporti vari dimenticando l’adesione alla mimesi di un mondo reale per creare invece un circondario di immagini fatto di forme e colori apparentemente senza un supporto visivo concreto.
La pittura e l’arte figurativa nel mondo odierno hanno ancora necessità di esistere e di trovare posto con i nuovi mezzi espressivi in dotazione in un mondo globalizzato? Nell’era fatta di social network, app, chat e strumenti di divulgazioni in video e immagini istantanee ha un senso parlare di arte figurativa?

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“Corto”-Manrico Baldo (alias Zero Mentale)

A Claudio Venturini,
per il coraggio e la forza di credere nell’Arte,
per la voglia di conoscenza e ricerca,
per l’Amicizia di una vita

“Non finiremo mai di cercare.
E la fine della nostra ricerca sarà l’arrivare al punto da cui siamo partiti
e il conoscere quel luogo per la prima volta.”
(Thomas Stearn Eliot)

Il ciclo di “Corto” è presente alla mostra “Forma Mentis” presso la Rinascente (Padova), fino al 17 aprile 2016, è possibile vedere dal vivo il percorso svolto da Manrico Baldo, alias Zero Mentale, dove, davanti alle opere dell’artista, l’osservatore è coinvolto per dare un nome alle proprie idee ed emozioni.
L’amico Claudio Venturini ha creduto nel progetto acquisendo la piena totalità di diritto del percorso per la sua collezione, coraggiosamente è stata espressa la piena libertà intellettiva svincolata da un figurativismo precedente a favore della disquisizione della ricerca dell’Io interiore.

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La generazione social nella foresta di Tony Gallo “Welcome to my forest” – mostra di Tony Gallo

Pubblicato il 24 febbraio 2016 in http://mattinopadova.gelocal.it

È stata inaugurata ieri sera presso lo Spazio Tindaci in via Dante, 17 a Padova la mostra dell’artista Tony GalloWelcome to my forest“. La presenza dell’artista e delle sue opere, supportate dalle parole scritte e dette da Diletta Biondani e Massimiliano Sabbion, hanno completato una serata patavina diversa da molte altre.

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Diritto di essere, dovere di esistere: sei come sei, resta bambino. IO SO’ IO, performance di Marco Chiurato.

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)”
(Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry)

START, partenza, inizio…pronti al via! START, è il nome della sede, un luogo nel cuore di Bassano del Grappa, in via Zaccaria Bricito 32, dove si fa arte in modo indipendente, quattro sale al piano terra di un palazzo del 1200 che si riempiono di creatività.
È la summa dell’incontro di idee, confronti e soprattutto espressione creativa di arte e cultura, la sede del palazzo storico in cui i muri respirano la storia dei secoli porta la freschezza di chi ha voluto mettere in mostra le proprie emozionalità con l’inaugurazione di sabato 20 febbraio 2016.
Chi ha recitato poesie, chi ha cantato, chi ha dipinto, chi si è dato in pasto al pubblico con performance di colore e musica, chi ha fatto sentire la propria energia.

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La leggerezza del segno si fa colore. Sogni attesi cadono dal cielo: “Carte Sospese” mostra di Denis Riva

“Dietro l’orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti.
Abbandoniamo il mondo del sogno per ritrovarci in un altro.
E mentre andiamo attraversandone la frontiera,
già si va preparando la successiva e così via, sino a pervenire alla costa dell’alba.
La mia strada mi si dipana davanti. Io non invidio nessuno che abbia raggiunto il proprio obbiettivo.
Viaggio volentieri.”
(“Dagli appunti di Max Muto, il viandante del sogno”
Da “la prigione della libertà” di Michael Ende)

Il segno, è traccia, è simbolo che si contorce e si articola fino a creare forme (ir)riconoscibili, realtà antropomorfe che si svelano agli occhi di chi guarda.
Il disegno, è espressione che parte da un concetto interiore sentito dall’artista che poi lo trasforma e muta in sintesi tra segno e colore che si associa in un’unica forma: l’opera d’arte.

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La Regina veste Prada

Pubblicato il 5 maggio 2011 in Exibart onpaper – Maggio 2011, pg. 32

Maggio 2011: a Venezia l’incontro dell’arte contemporanea a Palazzo Corner della Regina tra Fondazione Prada e Fondazione Musei Civici Veneziani.

È consuetudine che, da qualche anno, la Fondazione Prada realizzi due mostre specifiche dedicate ad un artista o a progetti nell’ambito del contemporaneo di rilievo internazionale.

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Piero Zuccaro. Barlumi di materia

Pubblicato il 9 aprile 2011 in www.exibart.com

Materia e densità. La pittura e la forma nella forza emotiva.
Segni e sogni come magma lavica si addensano sulle tele, un nuovo Informale?

Un’opera di Zuccaro è il risultato di un composto di ritorno alla pittura che sino a pochi anni prima sembrava caduto in disuso.
Per molti artisti negli anni si è assistito ad un abbandono di materie e materiali a favore di nuovi prodotti e nuovi modi di esprimersi, qui invece siamo di fronte ad un artista che ritorna al vecchio metodo artigianale del “fare pittorico”.

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