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“Orrore! Ma che schifo quest’opera!” la bellezza non è tutto

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Che schifo questo quadro!“, affermazione spesso dettata d’istinto verso un lavoro compiuto da un artista che non piace, o meglio, che non trova i nostri gusti e tocca le nostre corde emotive.
Ma lo “schifo”, da cosa è generato? Da una non ben identificata interpretazione del soggetto posto di fronte? Da un assembramento di forme e colori che non trovano il nostro personale gusto? Da una ricerca infantile e sommaria di ciò che è rappresentato?
Gli elementi sono variabili, sono troppi forse per essere elencati, si passa dal piacere soggettivo al gusto oggettivo: se una cosa è brutta, è brutta!

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#IONONSONOUNCOSTO. Figli della Terra di Mezzo.

maxiart -Immagine tratta dal videoclip “Lavoro in un Call Center” del cantautore Paolo Antonio - Copia

Ai ragazzi di Comdata.
Mi sono reso conto che è la paura la peggiore delle disgrazie;
è la paura il vero nemico, perciò alzati e va ad affrontare la vita reale
e se il mondo è un bastardo allora colpiscilo con tutta la forza che hai
(Breaking Bad – Walter White)

Che futuro si prospetta per i figli dell’Uomo nati tra gli anni Settanta e Ottanta? Chi sono quei giovani uomini e donne che si affacciano ogni giorno al mondo? Cosa avranno mai da dire a coloro che sono nati con i social network, con gli smartphone, con l’idea delle frontiere abbattute e della moneta unica, con le scoperte medico-scientifiche che debellano malattie fino a poco tempo fa incurabili, con la tecnologia dilagante, con le diete vegane, le serie tv in streaming e i reality show? Tutto oggi si è fatto più fluido e semplice, come schiacciare un tasto sul pc: tutto si trova con un click, con una digitalizzazione, dalla ricerca scolastica al cibo che arriva direttamente a casa, dalle mappe digitali all’amore, dove intere folle si amano e incontrano nelle chat, poi si lasciano via whatsapp e si consolano con una marea di selfie filtrati.

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Riflettere riflessi. Specchio specchio delle mie brame…

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Capita spesso di doversi confrontare con l’immagine di noi stessi riflessa in uno specchio: al mattino appena alzati a rimirare un volto assonnato, mentre ci si prepara per affrontare la giornata, quando ci si veste e ci si controlla se quella camicia si abbina alle scarpe e infine una rapida occhiata prima di uscire di casa nello specchio d’entrata prima di prendere il mazzo di chiavi e chiudere poi la porta.
Bene. Si può senz’altro dire che le giornate cominciano con uno sguardo verso di sé e in tal modo spesso finiscono alla stessa maniera: ci si strucca, ci si lava i denti, una visione d’insieme ad una faccia stanca dopo la giornata di impegni e lavoro e poi a letto.

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Rabbia di vivere. La ricerca di sé tra umano e artistico.

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Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente;
si limitano a piangere sulla propria situazione;
ma quando si arrabbiano allora si danno da fare per cambiare le cose.”
(Malcolm X)

Per esprimere e creare qualsiasi forma d’arte tutto parte da un’emozione, quale sia questo input che tutto crea non lo si sa con certezza.
Un grande dolore, un’enorme rabbia, un grande amore, un’immensa gioia…tutto può servire per dare sfogo alla creatività.
Dai periodi blu e rosa di Pablo Picasso che trasmette le sue emozioni di pacatezza o tristezza nei colori, nei soggetti e nelle forme, alla felicità trasbordante vissuta nelle opere di Marc Chagall, fino alla perversione coloristica espressionista e tagliente dei quadri di Vincent Van Gogh o alle minuziose battiture calligrafiche di un preciso e segnico Paul Klee, fino a pervenire al corpo martoriato e usato dagli artisti della Body Art come Marina Abramovic e Gina Pane.
Pennellate di colore rabbioso dato da Jackson Pollock, campiture dense e pastose di Mario Schifano, graffi sui muri come momenti rinchiusi di Keith Haring o di Banksy.

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Tinta can! Conversazione sull’arte contemporanea

tinta can

Chissà cosa passa mai nella mente di un creativo quando si appresta a produrre un’opera, un creativo inteso come “colui che crea”, una persona che, in qualche modo, esplica con le forme e i colori la sua qualità artistica.
Poco importa che quando si parla di creativo ci si riferisca ad un cuoco, ad un cantante, un poeta, un pittore o uno scultore, la creatività spazia in ogni forma ed é comunque e senza dubbio un atto, un processo di plasmazione che prende vita.
A parole é difficile poi dare il senso del compiuto, di quella formulazione che ha intrapreso la strada dal concetto alla realtà, si consiglia allora che sia l’opera poi a parlare per l’artista, anche se poi molte immagini e risultati hanno bisogno di essere sciorinati e sviscerati, si ricerca allora una decodifica, una spiegazione che arrivi al cuore e all’anima della maggior parte del pubblico.

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Visite guidate. Accompagnamenti e didascalie viventi nell’era social

Heart

Ai ragazzi della mostra “Natura Naturae” di Correzzola,
valore puro del territorio, sognatori e realisti, viva voce della terra e dell’arte.
Per tutte le guide e le guardianie vissute insieme:
Grazie!

L’arte ha bisogno di continui stimoli e di visioni che portano a vedere la rappresentazione di un concetto, di un’idea, di una realtà che, vera o sognata che sia, incentivi lo spettatore.
Le immagini quotidiane bombardano ogni giorno l’uomo, nuove percezioni, vecchie storie raccontate che si mischiano con il senso della vita, tutto che si scioglie e rimescola e passa attraverso le emozioni e l’uomo diventa ricettivo ad ogni cambiamento.
Che cosa succede quando lo scambio visivo non è incoraggiato abbastanza ma preconfezionato in sterili programmi che conducono il pubblico a pensare cosa sia meglio pensare, vedere, possedere? É davvero così importante “fare numeri” e avere consensi a scapito della qualità delle cose proposte?

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Terra! Terra! Terra! Il proprio territorio base del futuro passato

terra!

La rivalutazione del proprio territorio parte dalla riscoperta e dalla cultura, è un dato oggettivo che porta alla considerazione di come un popolo possa farsi forte del proprio passato aumentando di valore la propria personale storia per un futuro sempre attivo.
Capita di sovente che si finisca l’errore di dimenticare “chi siamo” o, al contrario, di esaltare troppo la propria gloriosa storia arrivando a compiere in entrambi i casi errori irreparabili.
Concentrati solo sulla salvaguardia di monumenti, edifici e memoria si arriva a porre attenzione solo su ciò che ha reso importante e fondamentale il luogo valorizzato arrivando in qualche modo a spaventare ed allontanare qualsiasi forma di cultura contemporanea perché non consona al contesto.

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ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE! Cose (mai) viste nell’arte tra mancate visioni ed eventi unici

assolutamente impedibile

Ma come? Non ci sei stato? Non l’hai vista? Devi ASSOLUTAMENTE andare, è IMPERDIBILE!”, quante volte la conversazione è cominciata in questi termini quando si parla di arte, della mostra del momento o dell’ultima esposizione internazionale?
ASSOLUTAMENTE IMPERDIBLE! Già, difficile trovare il tempo per tutto e tutti, arduo il momento in cui può nascere un confronto tra le parti, tra chi è stato partecipe dell’evento e chi no.
Come si fa a scegliere di spendere il proprio tempo e discernere quello che vale la pena di vedere e quello che è da considerare solo “la moda del momento”?
Non so. Ogni volta si trova sempre qualcuno disposto a far vedere che lui ne ha vista (di mostra) una più del diavolo, tu no.

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Effetto “wow”! Quando l’arte si fa curiosa e mai sazia

effetto wow

Pubblicato il http://vecchiatoart.blogspot.it

Il potere della creatività passa spesso da situazioni, idee, momenti di vissuto che si riversano poi nelle opere create dall’artista, si tratta di emozioni che prendono forma e, poi, se le stesse declinano in altre prospettive, il tutto é affidato all’uomo che decodifica questo suo vissuto sotto forma di opere di denuncia, di ironia, di segno quotidiano.
La rosa delle emozioni é così sempre espressa in ogni sua forma, ma volte rischia di apparire a volte ripetitiva e con il sapore del “già visto e già vissuto”, é possibile quindi ricadere nell’errore come é, per l’appunto, possibile ricadere nell’opera stantia e dal vecchio sapore.
Proprio perché spesso ci si aspetta di trovare l’effetto del nuovo, del “wow” emozionale quando si visitano rassegne di cultura e di arte quali biennali o manifestazioni che se disillusi se ne esce con l’amaro in bocca…

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Musica e arte: la composizione emozionale quotidiana.

arte e musica

Pubblicato il 28 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di quanti minuti si compone lo spazio di un brano musicale? Dai due a i cinque minuti forse? Quanto dura l’ascolto? Pochi istanti che si fissano nella memoria?
Ecco, forse si, in un breve lasso di tempo si concentrano le combinazioni delle sette noti musicali che si abbinano e associano alla voce di un interprete che, con le parole, dà vita alla melodia sotto forma di canzone.
La musica, il canto, il pezzo giusto per il tempo giusto, arrivano nel momento in cui il nostro bisogno si fa sentire, quando si ha necessità di corollare una situazione con un sottofondo di accompagnamento.

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