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Tinta can! Conversazione sull’arte contemporanea

tinta can

Chissà cosa passa mai nella mente di un creativo quando si appresta a produrre un’opera, un creativo inteso come “colui che crea”, una persona che, in qualche modo, esplica con le forme e i colori la sua qualità artistica.
Poco importa che quando si parla di creativo ci si riferisca ad un cuoco, ad un cantante, un poeta, un pittore o uno scultore, la creatività spazia in ogni forma ed é comunque e senza dubbio un atto, un processo di plasmazione che prende vita.
A parole é difficile poi dare il senso del compiuto, di quella formulazione che ha intrapreso la strada dal concetto alla realtà, si consiglia allora che sia l’opera poi a parlare per l’artista, anche se poi molte immagini e risultati hanno bisogno di essere sciorinati e sviscerati, si ricerca allora una decodifica, una spiegazione che arrivi al cuore e all’anima della maggior parte del pubblico.

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Visite guidate. Accompagnamenti e didascalie viventi nell’era social

Heart

Ai ragazzi della mostra “Natura Naturae” di Correzzola,
valore puro del territorio, sognatori e realisti, viva voce della terra e dell’arte.
Per tutte le guide e le guardianie vissute insieme:
Grazie!

L’arte ha bisogno di continui stimoli e di visioni che portano a vedere la rappresentazione di un concetto, di un’idea, di una realtà che, vera o sognata che sia, incentivi lo spettatore.
Le immagini quotidiane bombardano ogni giorno l’uomo, nuove percezioni, vecchie storie raccontate che si mischiano con il senso della vita, tutto che si scioglie e rimescola e passa attraverso le emozioni e l’uomo diventa ricettivo ad ogni cambiamento.
Che cosa succede quando lo scambio visivo non è incoraggiato abbastanza ma preconfezionato in sterili programmi che conducono il pubblico a pensare cosa sia meglio pensare, vedere, possedere? É davvero così importante “fare numeri” e avere consensi a scapito della qualità delle cose proposte?

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Terra! Terra! Terra! Il proprio territorio base del futuro passato

terra!

La rivalutazione del proprio territorio parte dalla riscoperta e dalla cultura, è un dato oggettivo che porta alla considerazione di come un popolo possa farsi forte del proprio passato aumentando di valore la propria personale storia per un futuro sempre attivo.
Capita di sovente che si finisca l’errore di dimenticare “chi siamo” o, al contrario, di esaltare troppo la propria gloriosa storia arrivando a compiere in entrambi i casi errori irreparabili.
Concentrati solo sulla salvaguardia di monumenti, edifici e memoria si arriva a porre attenzione solo su ciò che ha reso importante e fondamentale il luogo valorizzato arrivando in qualche modo a spaventare ed allontanare qualsiasi forma di cultura contemporanea perché non consona al contesto.

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ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE! Cose (mai) viste nell’arte tra mancate visioni ed eventi unici

assolutamente impedibile

Ma come? Non ci sei stato? Non l’hai vista? Devi ASSOLUTAMENTE andare, è IMPERDIBILE!”, quante volte la conversazione è cominciata in questi termini quando si parla di arte, della mostra del momento o dell’ultima esposizione internazionale?
ASSOLUTAMENTE IMPERDIBLE! Già, difficile trovare il tempo per tutto e tutti, arduo il momento in cui può nascere un confronto tra le parti, tra chi è stato partecipe dell’evento e chi no.
Come si fa a scegliere di spendere il proprio tempo e discernere quello che vale la pena di vedere e quello che è da considerare solo “la moda del momento”?
Non so. Ogni volta si trova sempre qualcuno disposto a far vedere che lui ne ha vista (di mostra) una più del diavolo, tu no.

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Effetto “wow”! Quando l’arte si fa curiosa e mai sazia

effetto wow

Pubblicato il http://vecchiatoart.blogspot.it

Il potere della creatività passa spesso da situazioni, idee, momenti di vissuto che si riversano poi nelle opere create dall’artista, si tratta di emozioni che prendono forma e, poi, se le stesse declinano in altre prospettive, il tutto é affidato all’uomo che decodifica questo suo vissuto sotto forma di opere di denuncia, di ironia, di segno quotidiano.
La rosa delle emozioni é così sempre espressa in ogni sua forma, ma volte rischia di apparire a volte ripetitiva e con il sapore del “già visto e già vissuto”, é possibile quindi ricadere nell’errore come é, per l’appunto, possibile ricadere nell’opera stantia e dal vecchio sapore.
Proprio perché spesso ci si aspetta di trovare l’effetto del nuovo, del “wow” emozionale quando si visitano rassegne di cultura e di arte quali biennali o manifestazioni che se disillusi se ne esce con l’amaro in bocca…

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Musica e arte: la composizione emozionale quotidiana.

arte e musica

Pubblicato il 28 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di quanti minuti si compone lo spazio di un brano musicale? Dai due a i cinque minuti forse? Quanto dura l’ascolto? Pochi istanti che si fissano nella memoria?
Ecco, forse si, in un breve lasso di tempo si concentrano le combinazioni delle sette noti musicali che si abbinano e associano alla voce di un interprete che, con le parole, dà vita alla melodia sotto forma di canzone.
La musica, il canto, il pezzo giusto per il tempo giusto, arrivano nel momento in cui il nostro bisogno si fa sentire, quando si ha necessità di corollare una situazione con un sottofondo di accompagnamento.

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Amare ad arte. Innamorarsi è un “perché” pieno di pericoli.

cuore

Pubblicato il 25 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare:
il suo passato non è semplice, il suo presente non è indicativo e il suo futuro non è che un condizionale.”
(Jean Cocteau)

L’arte è davvero così importante? Quanto conta investire tempo e denaro nella cultura? Perché ne abbiamo bisogno?
L’arte, le immagini, la bellezza della cultura, la lettura di un libro, l’ascolto di un pezzo musicale sono intuitili e superflue, ma allo stesso tempo essenziali.
Ci si deve prima di tutto innamorare dell’arte per riuscire a capirla ed apprezzarla, ma come si fa ad innamorarsi? C’è forse un manuale di istruzioni sull’amore? Certo, ce ne sono molti su come dimenticare un amore, su come guarire le ferite, su come superare le fasi emozionali acute della vita e ricominciare, ma nessun testo, libro o tutorial su youtube che “insegni” come ci innamori.

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L’investimento in arte. Comprare o ammirare?

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Pubblicato il 21 luglio in http://vecchiatoart.blogspot.it

a Marta e Lidia,
per l’amore e la passione che le contraddistingue per amare l’arte

Investire in arte non significa necessariamente spendere a livello economico, non si tratta solo di capitale, di denaro che circola e di prezzi di mercato che fanno aumentare o meno un’opera d’arte.
L’investimento artistico sta, prima di tutto, nella scelta delle emozioni che si decide di seguire, bisogna distinguere quindi chi fa del collezionismo a meri fini fiscali e chi invece segue l’arte in quanto passione.
Sono entrambe categorie di collezionisti che coesistono nel mondo artistico ed è giusto e corretto che sia così: ci si veste, ad esempio, per necessità, per gusto, per protezione, per esibizione, per desiderio di avere sempre qualcosa di nuovo, per apparire e così capita per chi colleziona arte.
Tutto parte però da un’unica base, l’innamoramento dell’arte.

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Ready made e i piatti di pasta all’olio. Il superamento di chi sa cambiare!

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Pubblicato il 18 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’affermazione che una persona creativa dà di sé e del suo lavoro può condurre al pensiero di ciò che la sua peculiarità operativa conduce a fare: io sono un artista.
Sì, colui che produce opere d’arte é un artista, un emozionale personaggio che si fa portavoce di sentimenti, idee e pensieri a favore di altri che non riuscendo ad esprimerli trovano nel veicolo artistico il prodotto di quanto percepito, ma non plasmato, a questo ci pensa, appunto l’artista.
Ma chi é l’artista? Quale definizione migliore lo identifica?

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Realtà e astrattismo. Arte: il superfluo di cui non possiamo fare a meno.

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Pubblicato il 14 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Lo scienziato non porta niente di nuovo. Inventa soltanto ciò che serve.
L’artista scopre ciò che non serve. Porta il nuovo
(Karl Kraus)

Perché siamo così legati alla realtà? Il mondo reale ci dà sicurezza, appiglio nel caos quotidiano, rifugio dalle mille cose che invadono cuore e mente e si finisce per ricorre in questo modo alla certezza di un’immagine che riproduce il vero, il mondo circostante.
Spesso davanti ad una riproduzione scultorea o pittorica si sente esclamare “È così bella che sembra vera, viva!”, “Quel quadro pare una fotografia”, “Si ha la sensazione che parli, che si muova”.
La riconoscibilità di qualcosa che sia vivo, reale, porta a dare allo spettatore un confronto con la sua quotidianità, con elementi che gli sono congeniali e si arriva a decodificare e confrontare il tutto con l’esperienza personale.

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