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“Après nous, le déluge”. Sai fare tutto? E tutto devi saper fare!

Nell’era del sensazionalismo, di chi la spara più grossa o deve per forza dire qualcosa a tutti i costi che ruolo ha ormai l’arte? È davvero necessario comunicare attraverso le immagini poiché visivamente si è immersi quotidianamente da foto, segni, colori, forme e video che invadono costantemente i social network ed ogni minuto della nostra vita?

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È il social che conta! Artisti del passato alle prese con i social network (I parte)

Riprendendo il discorso del pezzo precedente legato al mondo dei social network, parte contemporanea più che mai attuale, strumento di moderna tortura al grido di “senza social non sei nessuno“, si era arrivati alla conclusione del pezzo pensando al passato, e allora perché non provarci? Creare un gioco, non senza scatenare dissensi e puristi del caso, ma un gioco solamente, una ludica carrellata dedicata alla storia dell’arte: come sarebbero stati i profili social degli artisti?

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“Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli”. Popolarità mediatica e arti contemporanee.

Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli“, beh una frase abbastanza provocatoria perché la regola vale per moltissimi che si vantano di essere “seguiti”, “spollicciati” dai followers, coloro che seguono il profilo social (Instagram, Facebook, Twitter, Youtube, etc…) di un personaggio noto.
Molti diventano davvero famosi tanto da essere riconosciuti vere e proprie icone nei settori di moda e comunicazione (Chiara Ferragni, docet), identificati poi col nome di influencer capaci di influenzare i comportamenti di acquisto del pubblico grazie alla loro autorevolezza e carisma per mezzo di tematiche e opere di interesse di massa.

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La Storia è (in)finita. Paradossi, paraculi, parafulmini contemporanei.

Parlare di arte contemporanea è un confronto costante, un raffronto con il passato storico, non si guarda mai al presente, eppure si tratta di contemporaneo, ma si percepisce un certo paragone parallelo con quello che chiamiamo “la nostra storia”.
Il passato è spesso un macigno difficile da affrontare, un ostacolo a chi vuol crescere e confrontarsi con l’oggi e il domani, spesso gli artisti sono costretti a questo sproporzionato confronto con ciò che è avvenuto prima, con coloro che hanno creato opere ed espresso un pensiero che ora verrà, senza dubbio, equiparato al lavoro creato.

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È sempre la stessa storia… storia delle storie da raccontare!

Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.”
(Confucio)

Le vicissitudini delle arti passano attraverso le situazioni di vita degli artisti che sviluppano in prima persona le cose, gli eventi e i cambiamenti epocali.
È un indizio importante ciò che con la cultura delle immagini si arriva a percepire e a fare, non é mai da sottovalutare il potere della storia e della cultura generale che arriva di “prepotenza” ad insidiarsi nella storia.
Percepire la storia dell’arte é comprendere la storia dell’uomo, rimangono segni che lasciano lo spazio del momento che si vive, il corso degli eventi poi storicizzati sono pieni di simboli che ne tracciano spaio e situazioni.

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Viaggiare. Il senso della meta verso moderni Grand Tour

Un viaggio porta sempre insito in sé la scoperta di nuovi luoghi, nuovi incontri e nuove conoscenze, forse banale e ripetitivo, ma non si ritorna mai come si é partiti.
Nel percorso che si intraprende si arriva sempre ad esplorare luoghi e visioni differenti, ognuno regala un pezzo di emozione alla nostra storia e si finisce per trovare e provare le stesse identiche “convulsioni emotive” provate nel passato da altri che hanno intrapreso i nostri stessi viaggi, calpestato le stesse strade, respirato la stessa aria.

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I mestieranti dell’arte: sognatori e artisti

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare
(Arthur Schopenhauer)

Costa fatica realizzare i propri sogni, è lastricata sia di difficoltà che di soddisfazioni la strada che ci si ritrova ogni giorno, impegno, costanza, studio e ricerca sono forse gli unici compagni di viaggio e strumenti che si affrontano.
Non è mai semplice, ma neppure impossibile arrivare alla concretizzazione dei propri desideri: un passo alla volta il cammino si fa percorso prima e viaggio poi, si raggiunge la meta, magari in condizioni diverse da quando si è partiti, forse arricchiti, ma indubbiamente diversi.

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Love song. Amore per amore d’arte. “Love song”, questa è una canzone d’amore, una canzone d’amore, che dura il tempo di un ascolto.

a Marco Cocci,
folle folletto d’energia, per le sue “Love song”,
per l’incredibile forza, amore ed emozione che mette in ogni cosa che fa,
per essere ciò che è e perché non cambi mai!

Love song“, questa è una canzone d’amore, una canzone d’amore, che dura il tempo di un ascolto. Una canzone, versi cantanti in forma di poesia e che si mescolano ad immagini che poi si riversano verso chi si ama, indice dell’amore, punto a cui tutto arriva.
Dante Alighieri e Beatrice, Francesco Petrarca e Laura, Raffaello e la Fornarina, Salvador Dalì e Gala, Frida Khalo e Diego Rivera, Auguste Rodin e Camille Claudel, Robert Rauschenberg e Jasper Johns, Jackson Pollock e Lee Krasner, Gilbert e George, John Lennon e Yoko Ono, Marina Abramovic e Ulay, l’amore nelle arti, le coppie che si amano, si lasciano e amano ancora, solo un piccolo esempio nella vastità della storia dell’amore nell’arte.

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Tempo ritrovato. E tutti quei momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia.

A mio avviso non ci sostituisce al passato, semplicemente si aggiunge un nuovo anello alla sua catena
(Paul Cézanne)

Tempo, quante volte ricorre la parola tempo nei nostri discorsi, nei pensieri, nel quotidiano e nella paura del domani, il tempo futuro che dovrà ancora arrivare e il tempo perduto, quello passato, che non torna più.
Si rincorre questo tempo con la paura di bruciarlo tutto, di non avere più spazio e di consumare tutta l’aria attorno che c’è, con il segreto timore di avere perduto tutto e di non aver concluso poi nulla.

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