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Giuliana Cobalchini. Alis volat propris – Vola con le tue ali

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Nelle sue opere Giuliana Cobalchini concepisce l’idea primaria di questo continuo confronto tra il colore bianco e il colore nero, tra la luce e l’ombra, tra la leggerezza e la pesantezza degli elementi, è un’artista che sa coniugare condizioni che le conferiscono particolare sensibilità creativa in cui il gioco delle parti si fa estremizzante ed emozionale.
È la sua arte, un’arte concreta? È astrattismo? È il conferimento di un’idea? È un’alchemica “opera in nero”? Cos’è l’arte di Giuliana Cobalchini? È in primis emozione, è ricerca della forza genitrice che si manifesta nelle sue figure, così leggere e pronte a librarsi tra folate di pensieri e di ricordi.

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Giorgio Laveri. La fragile ironia degli oggetti

Giorgio Laveri. Un caffè con...

Nell’arte contemporanea il linguaggio degli artisti si manifesta attraverso l’uso di forme e materiali, un modo di esprimere che riesce a dar vita ad una serie di gesti attraverso la concretizzazione visiva di un pensiero, di un’ideologia: le azioni si imbattono nelle idee e il risultato diventa l’opera d’arte.
L’arte è scoperta, è un’attività che si confonde tra il serio e il faceto, tra realtà e fantasia, è, in fondo, un gioco dove si ritemprano energie spirituali e fisiche.
L’arte contemporanea è un insieme di espressioni, ma non è fatta solo di scandali, denuncia, scoperta e non è sempre portatrice di messaggi reconditi, è prima di tutto veicolo di emozioni che passano per l’identificazione e rivelazione di sistemi fatti da oggetti e soggetti che sono alla base del nostro sentire e vedere comune.

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Natura Naturae. La natura nella rappresentazione artistica tra dimensione onirica e spazio visivo

Natura naturae. Correzzola

Natura!
Ne siamo circondati e avvolti – incapaci di uscirne, incapaci di penetrare più addentro in lei.
Non richiesta, e senza preavviso, essa ci afferra nel vortice della sua danza e ci trascina seco, finché, stanchi, non ci sciogliamo dalle sue braccia.
(Goethe)

Nella storia dell’arte si parla spesso di natura e la data del 1874, nascita dell’Impressionismo, prende il nome da un quadro di Claude MonetImpressione al levar del sole“, un paesaggio naturale appunto. La natura è presente nella ricerca artistica nel corso dei secoli e la scelta della ex Corte Benedettina di Correzzola è stata fondamentale, in questi luoghi, posti che pulsano di storia e vita con le terre bonificate e strappate al mare, si respira un legame speciale tra l’uomo e il paesaggio: l’ansa del fiume Bacchiglione, i campi attorno, un’oasi che ben testimonia un panorama naturale un viaggio nelle terre venete.

Testo ctitico completo in PDF

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Alberto Garutti. Il mio colore è il vostro

 

Alberto Garutti
Alberto Garutti

La mostra personale dell’artista Alberto Garutti, uno dei maggiori esponenti dell’arte pubblica italiana curata da Massimiliano Sabbion, presso la Galleria Rossovermiglio a Padova.
L’esposizione raccoglierà un selezione di opere raccolte nel tempo e alcune prestate da prestigiosi collezionisti privati, realizzate dall’artista a partire dalla fine degli anni Settanta e fino ai primi anni Duemila, ponendo particolare attenzione al percorso artistico che ha portato alla realizzazione dei celebri orizzonti.
La creazione di un’opera da parte di Alberto Garutti si concentra in ogni suo passo attraverso una fase emozionale che si manifesta poi nella visione finale posta agli occhi di chi guarda.
La creazione è fantasia, è rapporto interiorizzato che trova nei materiali e nelle materie la sua univoca manifestazione, l’oggetto scultoreo diventa un tocco, un segno che si blocca e che si crea, si plasma fino ad essere tangibile e palpabile.
La creazione è quindi la base della produzione dell’artista, è la viva presenza di una sacralità che sfocia nel mondo mistico in cui la vibrazione dei sentimenti e dell’anima arriva ad un colloquio interiorizzato con il fruitore.

Testo in formato PDF

Il mio colore è il vostro…”, a cura di Massimiliano Sabbion
mostra personale di Alberto Garutti alla Galleria Rossovermiglio
La mostra sarà visitabile dal 7 ottobre al 2 dicembre 2017, dal martedì al sabato con orario 16-19
Ingresso libero

Rossovermiglio
via Palestro, 4 – Padova
www.rossovermiglio.com

Alberto Garutti
Alberto Garutti

Franz Chi. Visioni di un futuro passato

Franz Chi. Visioni di un futuro passato

Tutto ciò che è presente però non sarà mai scordato, la storia sedimenta, insegna e resta come monito di ciò che si è stato.
È da qui, da questo punto focale fatto di rimandi storici e di proiezioni future, di qualcosa che ha il fascino dell’impossibile e dell’incredibile che parte l’opera di Franz Chi, nelle sue opere c’è la proiezione di una bellezza universale che ha l’armonia e l’eleganza dei volti e dei corpi muliebri, simbolo di vita, dove sopravvivono continui cambiamenti e mutazioni che si sono innestati nel corso dei secoli fino ad arrivare ad un mondo contemporaneo che guarda oltre lo sguardo e si propaga verso quel futuro che non si conosce, ma si crea, si teme e si ricerca.
Le sculture di Franz Chi fanno convivere busti e volti umani dal sapore cyberpunk dove sono reinventati esseri straordinari, combinazioni tra uomini e macchine che assumono immagini ricche di suggestioni che rappresentano l’odierna società che non si arrende al concetto di morte, di vecchiaia, di tempo.

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Ennio Ludovico Chiggio. Lumen in ludum

E.L.Chiggio, Lumen, 2010

ENNIO LUDOVICO CHIGGIO – LUMEN
a cura di Massimiliano Sabbion

6 maggio 2017 – 15 giugno 2017

L’arte di Ennio Ludovico Chiggio è un gioco, sì, un gioco di forme, di colori, di zone in ombra e altre in luce, dove si indaga lo spazio visivo, dove la luminosità è la responsabile dell’interpretazione della visione poiché è la luce che indaga negli spazi e nelle animazioni cinetiche ed optical che hanno da sempre accompagnato l’artista.
Lumen, il titolo dell’ultima esposizione dell’artista, deriva direttamente da “lumen“, l’unità di misura del flusso luminoso.
Lumen, perché il rilevamento dell’emissione visibile di fatto è il responsabile del meccanismo della visione delle opere esposte, dove alla curva di sensibilità dell’occhio e alla radiazione luminosa è affidata la percepibilità meccanica ed emozionale.

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“Still Job”, istinti di luce. La fotografia e l’arte di Sergio Vollono

maxiart - mostra di Sergio Vollono

Un ritratto è una rappresentazione, una descrizione di una persona interpretata secondo il gusto e le caratteristiche dell’arte coeva e dell’artista, passando dal naturalismo all’indagine psicologica a tratti espressionista si esteriorizzano i caratteri dell’individuo andando oltre l’aspetto esteriore.
L’originalità dei ritratti di Sergio Vollono risiede proprio nel riuscire a catturare con l’obiettivo sia l’aspetto esteriore sia quello interiore ponendo i soggetti di fronte allo svolgimento del proprio lavoro che non viene quasi mai esplicitamente citato, ma semplicemente suggerito, accompagnando lo spettatore a vedere e perdersi tra le forme e i colori che sono catturati e restituiti alla visione finale.
La tecnica del Light Painting enfatizza, per mezzo di un’illuminazione inusuale, la lettura delle “fatiche quotidiane” dei protagonisti ritratti in chiave di leggerezza.

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Art & Pop. Un selfie per Andy Warhol. Trent’anni di notorietà dai “15 minuti” di fama, all’eredità contemporanea dei social network.

Andy Warhol - Asolo presso il Museo Civico

Un artista è una persona che produce cose di cui la gente non ha bisogno,
ma che lui,
per qualche ragione,
pensa sia buona idea dar loro
(Andy Warhol)

Trent’anni dalla morte di Andy Warhol, tre decenni di storia e di arte che si sono susseguiti tra mutazioni sociali e cambiamenti epocali.
Ha ancora un significato parlare di “movimenti artistici” e di “arte”, di “artisti” in una società dove la parte del leone è assegnata alla visibilità mediatica più che alla competenza professionale?
Qual è il ruolo assunto oggi dall’arte contemporanea?

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Maria Candeo. Drone Art: in volo tra i colori e i confini dell’anima

maxiart - Maria Candeo

Il tempo guarirà tutto.
Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
Vivere: basta uno sguardo.”
(Marion – “Il cielo sopra Berlino“)

L’uomo ha sempre puntato lo sguardo verso l’alto, verso il cielo, alla ricerca dell’infinito e con la voglia di staccarsi dalla terra per volare, per andare oltre ai confini fisici compresi e catturati dal naturale meccanismo della visione.
Non riuscendo ad accontentarsi di vedere con il solo procedimento fisico l’uomo ha cercato di fare altro, di spingersi più in là creando mezzi che potessero catturare quella sorta di potente visione infinita che si estendeva oltre al visibile occhio nudo.
I primi sistemi cartografici per riuscire a segnare limiti e zone, la traccia di una mappatura dei luoghi per marchiare lo spazio circostante, i segni che si trasformano in luoghi, i colori in altrettante simbologie, forniscono l’aiuto ad uno campo che è così catturato e limitato per finire poi a riposare direttamente su un’unica superficie che identifica genti, luoghi e spazi in una sola visione: una mappa, una carta che serva come traccia per il punto in cui ci si trova.

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La rivoluzione di un’evoluzione. Alessio Bolognesi: la natura (R)EVOLVE(R) salverà il mondo

(R)EVOLVE(R) di Alessio Bolognesi a cura di Massimiliano Sabbion

L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina.
Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.”
(Charles Darwin – L’origine dell’uomo)

L’evoluzione è un processo fatto di cambiamenti e di modificazioni che portano a una mutazione successiva morfologica e strutturale tra gli organismi viventi, per condurre questo sviluppo strutturale ciò di cui si necessita è il tempo.
Il tempo dunque è il responsabile dell’evoluzione, ma la costante trasformazione e adattamento delle specie viventi all’habitat porta spesso alla perdita di relazioni tra l’essere vivente e lo spazio in cui vive e si adatta.
Il cuore di (R)EVOLVE(R) si sviluppa attorno al processo evolutivo filtrato dall’osservazione contemporanea del mondo odierno: cosa succede se l’uomo, memore del suo passato, del suo lento scorrere del tempo, arriva pian piano a distruggere lo stesso ecosistema dal quale è stato generato? Come può ancora la natura silente accettare la distruzione dell’ambiente, delle specie e tacere di fronte all’evoluzione, o forse meglio dire “involuzione”, del pianeta Terra?

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