“Io sono un’artista, non ho bisogno di spiegare un c****!” Quando non c’è nulla da dire, nulla da dire è la migliore risposta da dare.

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Pubblicato il 06 giugno in http://vecchiatoart.blogspot.it

Le vedi queste persone? Questa fauna? Questa è la mia vita. E non è niente.”
(Jep Gambardella, La Grande Bellezza)

Per spiegare le cose spesso si usano le metafore, quando si cerca di far capire qualcosa per arrivare al cuore di ogni singola persona si usano racconti, allegorie, immagini, lo stesso Gesù Cristo usava rivolgersi alla folla che lo ascoltava per mezzo di parabole.
Una proiezione delle cose raccontante o suggerite aiutano di gran lunga l’uomo a vedere l’operato sotto un altro punto di vista, l’arte stessa si può definire sempre una metafora dei tempi e dei pensieri che intercorrono.
L’arte è quindi una finzione lunga secoli? Una bugia raccontata in maniera univoca per mezzo delle immagini?
Chi è quindi l’artista? Com’è stata vista e vissuta la sua figura nel corso del tempo?

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Franz Chi. Visioni di un futuro passato

Franz Chi. Visioni di un futuro passato

Tutto ciò che è presente però non sarà mai scordato, la storia sedimenta, insegna e resta come monito di ciò che si è stato.
È da qui, da questo punto focale fatto di rimandi storici e di proiezioni future, di qualcosa che ha il fascino dell’impossibile e dell’incredibile che parte l’opera di Franz Chi, nelle sue opere c’è la proiezione di una bellezza universale che ha l’armonia e l’eleganza dei volti e dei corpi muliebri, simbolo di vita, dove sopravvivono continui cambiamenti e mutazioni che si sono innestati nel corso dei secoli fino ad arrivare ad un mondo contemporaneo che guarda oltre lo sguardo e si propaga verso quel futuro che non si conosce, ma si crea, si teme e si ricerca.
Le sculture di Franz Chi fanno convivere busti e volti umani dal sapore cyberpunk dove sono reinventati esseri straordinari, combinazioni tra uomini e macchine che assumono immagini ricche di suggestioni che rappresentano l’odierna società che non si arrende al concetto di morte, di vecchiaia, di tempo.

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Invidia ad arte. L’imbarazzo di un mondo incattivito.

Invidia ad arte

Pubblicato il 30.05.2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Dietro l’orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti.
E mentre andiamo attraversandone la frontiera,
già si va preparando la successiva, e così via, fino a pervenire alla costa dell’alba.
La mia strada mi si dipana davanti e io non invidio nessuno che abbia raggiunto il traguardo.
Viaggio volentieri.”
(Michael Ende)

Basta.
Basta ad un mondo di malelingue, cattiverie, dicerie, situazioni imbarazzanti di cose non dette ma sussurrate. Basta alla violenza verbale, ai commenti acidi sui social network, allo spargimento di soprusi o di rivalità insana.
Basta!
Possibile che nel mondo dell’arte e della cultura più che spargimento di bellezza e di intelligenza ci sia invece una continua emissione di odio e di malignità? Bassezze che non portano a nulla, solo ad alimentare divari e cattiverie.

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Distinti d’istanti. L’intuizione che si fa arte

Distinti d'istanti. L'intuizione che si fa arte

Pubblicato il 23 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo
(Edmund Burke)

L’istinto, quella sensazione che arriva senza preavviso e che fa agire a volte con incoscienza e rapidità d’esecuzione, spesso si arriva a produrre una serie di percezioni di pura interpretazione date poi in visione al pubblico che ne decreta l’appartenenza con le proprie impressioni o meno.
Agire di “pancia” è riuscire a sentire direttamente le percezioni emozionali che possono essere suscitate da un evento, una persona, una storia personale, è un ascolto attivo senza filtri di ciò che si prova e che in maniera irrefrenabile si trasforma in qualcosa di vivo e concreto.

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Ennio Ludovico Chiggio. Lumen in ludum

E.L.Chiggio, Lumen, 2010

ENNIO LUDOVICO CHIGGIO – LUMEN
a cura di Massimiliano Sabbion

6 maggio 2017 – 15 giugno 2017

L’arte di Ennio Ludovico Chiggio è un gioco, sì, un gioco di forme, di colori, di zone in ombra e altre in luce, dove si indaga lo spazio visivo, dove la luminosità è la responsabile dell’interpretazione della visione poiché è la luce che indaga negli spazi e nelle animazioni cinetiche ed optical che hanno da sempre accompagnato l’artista.
Lumen, il titolo dell’ultima esposizione dell’artista, deriva direttamente da “lumen“, l’unità di misura del flusso luminoso.
Lumen, perché il rilevamento dell’emissione visibile di fatto è il responsabile del meccanismo della visione delle opere esposte, dove alla curva di sensibilità dell’occhio e alla radiazione luminosa è affidata la percepibilità meccanica ed emozionale.

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L’arte altrui. Storie e compenetrazioni culturali tra curiosità e paura

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Pubblicato il 19 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Ogni persona, ogni essere umano pensante ha gusti e sapori differenti, è il bello della varietà delle cose e dei piaceri che conduce l’uomo verso nuove e spettacolari strade dove la capacità di scelta, il libero arbitro e l’apprezzamento cambia a seconda delle realtà dettate da mondi sociali, etnici, religiosi, politici differenti alle quali far riferimento.
La cultura sociale è la base primaria per discernere ciò che piace da ciò che non si ama, il valore soggettivo e oggettivo delle cose cambia quindi in base a diversi fattori, ma nessuna cultura si può definire migliore o peggiore di altre, solo differente.

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La compensazione di un impegno: io sono, questo ciò che conta (?)

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Pubblicato il 16 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Si ha la pretesa di essere rispettati, valutati e giustamente retribuiti per l’operato svolto, considerati nell’ambito creativo e lavorativo, tutte questioni assolutamente condivisibili e corrette, ma che succede quando invece per primi non si rispetta la fatica altrui?
Capita più spesso di quanto non si creda! Ogni giorno, ogni momento, si cerca il sotterfugio e l’escamotage più comodo per “farla franca” o per deprezzare il lavoro altrui che, a quanto pare, non vale certo come il nostro.
La guerra per la sopravvivenza si combatte ogni giorno in un mondo che appare sempre più difficile e competitivo, per questo bisogna farsi trovare preparati e non aver paura delle proprie debolezze così come delle proprie forze e punti saldi.

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Bombardamenti visivi: social e immediatezza nel mondo contemporaneo

bombardamenti-visivi

Pubblicato il 12 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi
(Marcel Proust)

Sempre più circondati da immagini, stimoli e visioni l’uomo contemporaneo è sollecitato ogni giorno dai sistemi più disparati che diffondo culture, pensieri e idee attraverso forme e colori.
Internet in primis, i social network, le videocamere negli smartphone, l’immediatezza con cui si fissano e diffondono le immagini stesse, sono veicolo di una grande memoria globale a cui tutti hanno accesso e catalogare la miriade di stimoli quotidiani risulta praticamente impossibile.
Tanti input portano spesso alla confusione e al caos perché sobbarcati di troppe indicazioni e un po’ si perde la spontaneità del momento così come si arriva a tralasciare la creatività e la fantasia con un bollato “già visto, già fatto”.

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“Still Job”, istinti di luce. La fotografia e l’arte di Sergio Vollono

maxiart - mostra di Sergio Vollono

Un ritratto è una rappresentazione, una descrizione di una persona interpretata secondo il gusto e le caratteristiche dell’arte coeva e dell’artista, passando dal naturalismo all’indagine psicologica a tratti espressionista si esteriorizzano i caratteri dell’individuo andando oltre l’aspetto esteriore.
L’originalità dei ritratti di Sergio Vollono risiede proprio nel riuscire a catturare con l’obiettivo sia l’aspetto esteriore sia quello interiore ponendo i soggetti di fronte allo svolgimento del proprio lavoro che non viene quasi mai esplicitamente citato, ma semplicemente suggerito, accompagnando lo spettatore a vedere e perdersi tra le forme e i colori che sono catturati e restituiti alla visione finale.
La tecnica del Light Painting enfatizza, per mezzo di un’illuminazione inusuale, la lettura delle “fatiche quotidiane” dei protagonisti ritratti in chiave di leggerezza.

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Le persone “strane” che vogliono un futuro

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Pubblicato il 09 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d’iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all’invettiva.”
(Bocca di Rosa – Fabrizio de Andrè)

Il futuro affascina e spaventa, il domani crea aspettative, oggi non va, ma domani sarà diverso.
Dopotutto, domani è un altro giorno.
Nel futuro tutti saremo famosi per 15 minuti.
Di doman non v’è certezza.
Frasi sentite e ripetute nella storia dell’arte, nella letteratura, nel cinema, senza scomodare la fantascienza su che cosa ci si aspetta poi dal domani, il futuro che si crea passo a passo ogni giorno fa indubbiamente paura. Perché?

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