Archivio tag Andy Warhol

“Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli”. Popolarità mediatica e arti contemporanee.

Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli“, beh una frase abbastanza provocatoria perché la regola vale per moltissimi che si vantano di essere “seguiti”, “spollicciati” dai followers, coloro che seguono il profilo social (Instagram, Facebook, Twitter, Youtube, etc…) di un personaggio noto.
Molti diventano davvero famosi tanto da essere riconosciuti vere e proprie icone nei settori di moda e comunicazione (Chiara Ferragni, docet), identificati poi col nome di influencer capaci di influenzare i comportamenti di acquisto del pubblico grazie alla loro autorevolezza e carisma per mezzo di tematiche e opere di interesse di massa.

continua a leggere

È sempre la stessa storia… storia delle storie da raccontare!

Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.”
(Confucio)

Le vicissitudini delle arti passano attraverso le situazioni di vita degli artisti che sviluppano in prima persona le cose, gli eventi e i cambiamenti epocali.
È un indizio importante ciò che con la cultura delle immagini si arriva a percepire e a fare, non é mai da sottovalutare il potere della storia e della cultura generale che arriva di “prepotenza” ad insidiarsi nella storia.
Percepire la storia dell’arte é comprendere la storia dell’uomo, rimangono segni che lasciano lo spazio del momento che si vive, il corso degli eventi poi storicizzati sono pieni di simboli che ne tracciano spaio e situazioni.

continua a leggere

Tempo ritrovato. E tutti quei momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia.

A mio avviso non ci sostituisce al passato, semplicemente si aggiunge un nuovo anello alla sua catena
(Paul Cézanne)

Tempo, quante volte ricorre la parola tempo nei nostri discorsi, nei pensieri, nel quotidiano e nella paura del domani, il tempo futuro che dovrà ancora arrivare e il tempo perduto, quello passato, che non torna più.
Si rincorre questo tempo con la paura di bruciarlo tutto, di non avere più spazio e di consumare tutta l’aria attorno che c’è, con il segreto timore di avere perduto tutto e di non aver concluso poi nulla.

continua a leggere

Riflettere riflessi. Specchio specchio delle mie brame…

Capita spesso di doversi confrontare con l’immagine di noi stessi riflessa in uno specchio: al mattino appena alzati a rimirare un volto assonnato, mentre ci si prepara per affrontare la giornata, quando ci si veste e ci si controlla se quella camicia si abbina alle scarpe e infine una rapida occhiata prima di uscire di casa nello specchio d’entrata prima di prendere il mazzo di chiavi e chiudere poi la porta.
Bene. Si può senz’altro dire che le giornate cominciano con uno sguardo verso di sé e in tal modo spesso finiscono alla stessa maniera: ci si strucca, ci si lava i denti, una visione d’insieme ad una faccia stanca dopo la giornata di impegni e lavoro e poi a letto.

continua a leggere

ARTE & FUMETTI. Discussioni sull’arte contemporanea

Il fumetto, è un surrogato dell’arte, forse per via del linguaggio immediato e subito fruibile. In realtà è invece un’arte stessa, similmente ad un quadro, una poesia, un romanzo o una qualsiasi composizione artistica che serve ad esprimere una condizione, interna o esterna, dell’artista.
Gli artisti fin dagli albori si sono fatti portavoce di questo linguaggio nuovo interpretandolo sotto forma d’arte, come nei casi di Andy Warhol, Roy Lichtenstein e la Pop Art, fino ad arrivare a opere di artisti quali Takashi Murakami e Banksy.
L’altro lato della medaglia è lasciato ai disegnatori di fumetti che hanno attraversato il nostro secolo e si susseguono con le opere lette da intere generazioni come Hugo Pratt, Guido Crepax, Milo Manara, Andrea Pazienza, fino ad arrivare ai contemporanei Zerocalcare e GiPi con lo sviluppo delle Graphic Novel.
Nella discussione Arte & Fumetti. Dai fumetti ai manga: influenze dell’arte e nell’arte si partirà da un percorso storico e critico dagli albori del fumetto con il primo personaggio della storia riconosciuto nel monello Yellow Kid, per arrivare alla contaminazione del mondo giapponese con maestri quali Katsuhiro Ōtomo, Osamu Tezuka e Go Nagai.

13 aprile 2018
ore 19.00
Spazio Back UP (ex-Macello di Dolo, Venezia)

Giorgio Laveri. La fragile ironia degli oggetti

Nell’arte contemporanea il linguaggio degli artisti si manifesta attraverso l’uso di forme e materiali, un modo di esprimere che riesce a dar vita ad una serie di gesti attraverso la concretizzazione visiva di un pensiero, di un’ideologia: le azioni si imbattono nelle idee e il risultato diventa l’opera d’arte.
L’arte è scoperta, è un’attività che si confonde tra il serio e il faceto, tra realtà e fantasia, è, in fondo, un gioco dove si ritemprano energie spirituali e fisiche.
L’arte contemporanea è un insieme di espressioni, ma non è fatta solo di scandali, denuncia, scoperta e non è sempre portatrice di messaggi reconditi, è prima di tutto veicolo di emozioni che passano per l’identificazione e rivelazione di sistemi fatti da oggetti e soggetti che sono alla base del nostro sentire e vedere comune.

continua a leggere

Il tempo perduto e il tempo ritrovato. La creatività che abbisogna di momenti

Pubblicato il 20 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
(Lewis Carrol)

Una corsa contro il tempo, ecco come potrebbe definirsi il lavoro di un creativo.
Il tempo, si sa, è prezioso e non è mai abbastanza a quanto pare, non esistono momenti di pausa o di creatività messa in stand by per poi ripartire, si produce ad ogni ora e spesso ad ore impensabili, in luoghi improponibili.
Le scadenze sempre più strette e vicine, le pressioni del tipo “devi farlo prima di ieri”, i contrattempi, i lavori che si accavallano tutti insieme, l’ansia da prestazione e la paura di non riuscire a portare a termine tutto…Un insieme di cose che fanno pensare davvero che basterebbe solo un giorno in più o al massimo un’ora in più per completare tutto quanto.
L’apprensione spesso aiuta a smuovere le cose e a far si che la produzione creativa sia in aumento e si arrivi a tirar fuori idee e pensieri che mai prima si pensava di produrre.

continua a leggere

Distinti d’istanti. L’intuizione che si fa arte

Pubblicato il 23 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo
(Edmund Burke)

L’istinto, quella sensazione che arriva senza preavviso e che fa agire a volte con incoscienza e rapidità d’esecuzione, spesso si arriva a produrre una serie di percezioni di pura interpretazione date poi in visione al pubblico che ne decreta l’appartenenza con le proprie impressioni o meno.
Agire di “pancia” è riuscire a sentire direttamente le percezioni emozionali che possono essere suscitate da un evento, una persona, una storia personale, è un ascolto attivo senza filtri di ciò che si prova e che in maniera irrefrenabile si trasforma in qualcosa di vivo e concreto.

continua a leggere

Bombardamenti visivi: social e immediatezza nel mondo contemporaneo

Pubblicato il 12 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi
(Marcel Proust)

Sempre più circondati da immagini, stimoli e visioni l’uomo contemporaneo è sollecitato ogni giorno dai sistemi più disparati che diffondo culture, pensieri e idee attraverso forme e colori.
Internet in primis, i social network, le videocamere negli smartphone, l’immediatezza con cui si fissano e diffondono le immagini stesse, sono veicolo di una grande memoria globale a cui tutti hanno accesso e catalogare la miriade di stimoli quotidiani risulta praticamente impossibile.
Tanti input portano spesso alla confusione e al caos perché sobbarcati di troppe indicazioni e un po’ si perde la spontaneità del momento così come si arriva a tralasciare la creatività e la fantasia con un bollato “già visto, già fatto”.

continua a leggere

Vox populi, vox Dei. Culturalmente preparati alla libertà di pensare e diffondere.

Pubblicato il 05 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Quali sono le sensazioni e le motivazioni che spingono una persona a scegliere di spendere il proprio tempo libero all’interno di uno spazio espositivo per vedere opere d’arte e artisti?
Prima di tutto il piacere della cultura, della conoscenza che non è mai paga, della curiosità che tutto smuove e soprattutto la voglia di confronto con l’arte che chiede di essere vista e diffusa.
Il piacere del bello, il gusto di ciò che reca felicità è un sistema che non si può ingabbiare, la libertà delle emozioni è pari alla libertà del pensiero, si aprono così sempre nuovi orizzonti.
La cultura è sempre più vista come bene superfluo a cui rinunciare ed eventualmente ridimensionare con tagli e proposte limitate, togliere la cultura ad un popolo è privarlo della libertà di espressione e della capacità di riuscire a riflettere senza condizionamenti esterni.
Siamo sicuri che solo quello che viene proposto per mezzo della tv, dei social network e delle varie forme mediatiche sia da annoverare sotto la voce “cultura”?

continua a leggere