Archivio tag art

Terra! Terra! Terra! Il proprio territorio base del futuro passato

terra!

La rivalutazione del proprio territorio parte dalla riscoperta e dalla cultura, è un dato oggettivo che porta alla considerazione di come un popolo possa farsi forte del proprio passato aumentando di valore la propria personale storia per un futuro sempre attivo.
Capita di sovente che si finisca l’errore di dimenticare “chi siamo” o, al contrario, di esaltare troppo la propria gloriosa storia arrivando a compiere in entrambi i casi errori irreparabili.
Concentrati solo sulla salvaguardia di monumenti, edifici e memoria si arriva a porre attenzione solo su ciò che ha reso importante e fondamentale il luogo valorizzato arrivando in qualche modo a spaventare ed allontanare qualsiasi forma di cultura contemporanea perché non consona al contesto.

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ASSOLUTAMENTE IMPERDIBILE! Cose (mai) viste nell’arte tra mancate visioni ed eventi unici

assolutamente impedibile

Ma come? Non ci sei stato? Non l’hai vista? Devi ASSOLUTAMENTE andare, è IMPERDIBILE!”, quante volte la conversazione è cominciata in questi termini quando si parla di arte, della mostra del momento o dell’ultima esposizione internazionale?
ASSOLUTAMENTE IMPERDIBLE! Già, difficile trovare il tempo per tutto e tutti, arduo il momento in cui può nascere un confronto tra le parti, tra chi è stato partecipe dell’evento e chi no.
Come si fa a scegliere di spendere il proprio tempo e discernere quello che vale la pena di vedere e quello che è da considerare solo “la moda del momento”?
Non so. Ogni volta si trova sempre qualcuno disposto a far vedere che lui ne ha vista (di mostra) una più del diavolo, tu no.

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Amare ad arte. Innamorarsi è un “perché” pieno di pericoli.

cuore

Pubblicato il 25 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare:
il suo passato non è semplice, il suo presente non è indicativo e il suo futuro non è che un condizionale.”
(Jean Cocteau)

L’arte è davvero così importante? Quanto conta investire tempo e denaro nella cultura? Perché ne abbiamo bisogno?
L’arte, le immagini, la bellezza della cultura, la lettura di un libro, l’ascolto di un pezzo musicale sono intuitili e superflue, ma allo stesso tempo essenziali.
Ci si deve prima di tutto innamorare dell’arte per riuscire a capirla ed apprezzarla, ma come si fa ad innamorarsi? C’è forse un manuale di istruzioni sull’amore? Certo, ce ne sono molti su come dimenticare un amore, su come guarire le ferite, su come superare le fasi emozionali acute della vita e ricominciare, ma nessun testo, libro o tutorial su youtube che “insegni” come ci innamori.

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Spazi d’arte: libertà di esprimere la propria emozione

spazio-alla-creatività

Pubblicato il 27 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’arte contemporanea ha bisogno di spazi, l’arte tutta ne ha necessità.
È un dato di fatto e una constatazione quasi ovvia ormai che per parlare di arte contemporanea ci sia l’esigenza di avere spazi espositivi adeguati a ciò che si richiede.
Il recupero di certa archeologia industriale, la nascita di fondazioni pubbliche e private, la riconversione di palazzi e antiche ville a centri congressi e superfici adibite a sale per mostre e narrazioni visive non colmano certo la mancanza di strutture ex novo di cui si abbisogna.
È apprezzabile che ci sia la voglia di riconquistare lo spazio del passato per far rivivere un presente che, è bene ricordare, poggia le sue fondamenta sul tempo che fu, ma il futuro deve guardare oltre e deve in qualche modo riuscire a creare basi solide per quello che verrà.

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Step by step. Il cammino dell’arte (di vivere)

Christina’s World Andrew Wyeth 1948

Pubblicato il 13 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Uno, ricordatevi sempre di guardare le stelle, non i piedi.
Due, non rinunciate al lavoro: il lavoro dà significato e scopo alla vita, che diventa vuota senza di esso.
Tre, se siete abbastanza fortunati a trovare l’amore, ricordatevi che è lì e non buttatelo via.”
(Stephen Hawking)

Guardare la punta dei piedi quando si cammina é necessario per non incappare in passi fallaci e per non destabilizzare il nostro percorso.
Si rimane attenti a non deviare la strada, a non calpestare oggetti indesiderati e, soprattutto, a proseguire il proprio cammino senza ulteriori intoppi.
La strada quando si cammina può essere interrotta da diverse difficoltà, difficoltà oggettive o soggettive, ma sempre in grado di rallentare, a volte, la strada per raggiungere l’obiettivo finale.
É corretto guardare dove si cammina, ma ogni tanto alzare lo sguardo e puntare verso nuovi spazi può e deve essere un nuovo incentivo per migliorarsi e per continuare a vedere lontano.

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“Still Job”, istinti di luce. La fotografia e l’arte di Sergio Vollono

maxiart - mostra di Sergio Vollono

Un ritratto è una rappresentazione, una descrizione di una persona interpretata secondo il gusto e le caratteristiche dell’arte coeva e dell’artista, passando dal naturalismo all’indagine psicologica a tratti espressionista si esteriorizzano i caratteri dell’individuo andando oltre l’aspetto esteriore.
L’originalità dei ritratti di Sergio Vollono risiede proprio nel riuscire a catturare con l’obiettivo sia l’aspetto esteriore sia quello interiore ponendo i soggetti di fronte allo svolgimento del proprio lavoro che non viene quasi mai esplicitamente citato, ma semplicemente suggerito, accompagnando lo spettatore a vedere e perdersi tra le forme e i colori che sono catturati e restituiti alla visione finale.
La tecnica del Light Painting enfatizza, per mezzo di un’illuminazione inusuale, la lettura delle “fatiche quotidiane” dei protagonisti ritratti in chiave di leggerezza.

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Le persone “strane” che vogliono un futuro

art-is-all-over

Pubblicato il 09 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d’iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all’invettiva.”
(Bocca di Rosa – Fabrizio de Andrè)

Il futuro affascina e spaventa, il domani crea aspettative, oggi non va, ma domani sarà diverso.
Dopotutto, domani è un altro giorno.
Nel futuro tutti saremo famosi per 15 minuti.
Di doman non v’è certezza.
Frasi sentite e ripetute nella storia dell’arte, nella letteratura, nel cinema, senza scomodare la fantascienza su che cosa ci si aspetta poi dal domani, il futuro che si crea passo a passo ogni giorno fa indubbiamente paura. Perché?

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La passione che tutto (s)muove. Il proprio credo da esprimere

Live with passion

Pubblicato il 24 marzo 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Ogni passione porta sempre con sé la voglia di analisi, di curiosità e, soprattutto, la necessità di poter esprimere ciò che si sente, indifferentemente se ci sia il plauso o meno del pubblico.
Quello che interessa davvero è continuare a discapito di tutto e tutti, si, continuare a parlare serve poco, conta invece coltivare le proprie passioni, il proprio credo.
Nessuna aspettativa, nessuna ricerca di approvazione, nessuna certezza se le cose che si compiono siano quelle più giuste da intraprendere, ciò che più arriva al cuore è la pura convinzione che senza passione non si realizzano né sogni né certezze.

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Confronti e non conferme. L’importanza di essere onesti (con se stessi)

confronti e conferme

Pubblicato il 17 marzo 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Una ricerca abbastanza lunga tenderà a confermare ogni teoria”
(Arthur Bloch)

Si parla sempre, per mezzo dei canali di diffusione come giornali e web, di opere d’arte rivolte al pubblico, di artisti che “colloquiano con gli spazi”, si cerca sempre in qualsiasi modo il consenso dello spettatore e si resta vigili e attenti nei confronti del giudizio dell’osservatore.
Tutto ruota attorno alle conferme che arrivano dall’esterno, in special modo quando un artista espone i suoi lavori, lavori fatti di ricerca, idee, creatività, ma nessun colpo di genio o botta di fortuna contraddistingue la buona riuscita di un’opera d’arte, solo pazienza, lavoro e confronto.

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Maria Candeo. Drone Art: in volo tra i colori e i confini dell’anima

maxiart - Maria Candeo

Il tempo guarirà tutto.
Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
Vivere: basta uno sguardo.”
(Marion – “Il cielo sopra Berlino“)

L’uomo ha sempre puntato lo sguardo verso l’alto, verso il cielo, alla ricerca dell’infinito e con la voglia di staccarsi dalla terra per volare, per andare oltre ai confini fisici compresi e catturati dal naturale meccanismo della visione.
Non riuscendo ad accontentarsi di vedere con il solo procedimento fisico l’uomo ha cercato di fare altro, di spingersi più in là creando mezzi che potessero catturare quella sorta di potente visione infinita che si estendeva oltre al visibile occhio nudo.
I primi sistemi cartografici per riuscire a segnare limiti e zone, la traccia di una mappatura dei luoghi per marchiare lo spazio circostante, i segni che si trasformano in luoghi, i colori in altrettante simbologie, forniscono l’aiuto ad uno campo che è così catturato e limitato per finire poi a riposare direttamente su un’unica superficie che identifica genti, luoghi e spazi in una sola visione: una mappa, una carta che serva come traccia per il punto in cui ci si trova.

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