Archivio tag artista

Spazi d’arte: libertà di esprimere la propria emozione

spazio-alla-creatività

Pubblicato il 27 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’arte contemporanea ha bisogno di spazi, l’arte tutta ne ha necessità.
È un dato di fatto e una constatazione quasi ovvia ormai che per parlare di arte contemporanea ci sia l’esigenza di avere spazi espositivi adeguati a ciò che si richiede.
Il recupero di certa archeologia industriale, la nascita di fondazioni pubbliche e private, la riconversione di palazzi e antiche ville a centri congressi e superfici adibite a sale per mostre e narrazioni visive non colmano certo la mancanza di strutture ex novo di cui si abbisogna.
È apprezzabile che ci sia la voglia di riconquistare lo spazio del passato per far rivivere un presente che, è bene ricordare, poggia le sue fondamenta sul tempo che fu, ma il futuro deve guardare oltre e deve in qualche modo riuscire a creare basi solide per quello che verrà.

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Step by step. Il cammino dell’arte (di vivere)

Christina’s World Andrew Wyeth 1948

Pubblicato il 13 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Uno, ricordatevi sempre di guardare le stelle, non i piedi.
Due, non rinunciate al lavoro: il lavoro dà significato e scopo alla vita, che diventa vuota senza di esso.
Tre, se siete abbastanza fortunati a trovare l’amore, ricordatevi che è lì e non buttatelo via.”
(Stephen Hawking)

Guardare la punta dei piedi quando si cammina é necessario per non incappare in passi fallaci e per non destabilizzare il nostro percorso.
Si rimane attenti a non deviare la strada, a non calpestare oggetti indesiderati e, soprattutto, a proseguire il proprio cammino senza ulteriori intoppi.
La strada quando si cammina può essere interrotta da diverse difficoltà, difficoltà oggettive o soggettive, ma sempre in grado di rallentare, a volte, la strada per raggiungere l’obiettivo finale.
É corretto guardare dove si cammina, ma ogni tanto alzare lo sguardo e puntare verso nuovi spazi può e deve essere un nuovo incentivo per migliorarsi e per continuare a vedere lontano.

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“Still Job”, istinti di luce. La fotografia e l’arte di Sergio Vollono

maxiart - mostra di Sergio Vollono

Un ritratto è una rappresentazione, una descrizione di una persona interpretata secondo il gusto e le caratteristiche dell’arte coeva e dell’artista, passando dal naturalismo all’indagine psicologica a tratti espressionista si esteriorizzano i caratteri dell’individuo andando oltre l’aspetto esteriore.
L’originalità dei ritratti di Sergio Vollono risiede proprio nel riuscire a catturare con l’obiettivo sia l’aspetto esteriore sia quello interiore ponendo i soggetti di fronte allo svolgimento del proprio lavoro che non viene quasi mai esplicitamente citato, ma semplicemente suggerito, accompagnando lo spettatore a vedere e perdersi tra le forme e i colori che sono catturati e restituiti alla visione finale.
La tecnica del Light Painting enfatizza, per mezzo di un’illuminazione inusuale, la lettura delle “fatiche quotidiane” dei protagonisti ritratti in chiave di leggerezza.

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Confronti e non conferme. L’importanza di essere onesti (con se stessi)

confronti e conferme

Pubblicato il 17 marzo 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Una ricerca abbastanza lunga tenderà a confermare ogni teoria”
(Arthur Bloch)

Si parla sempre, per mezzo dei canali di diffusione come giornali e web, di opere d’arte rivolte al pubblico, di artisti che “colloquiano con gli spazi”, si cerca sempre in qualsiasi modo il consenso dello spettatore e si resta vigili e attenti nei confronti del giudizio dell’osservatore.
Tutto ruota attorno alle conferme che arrivano dall’esterno, in special modo quando un artista espone i suoi lavori, lavori fatti di ricerca, idee, creatività, ma nessun colpo di genio o botta di fortuna contraddistingue la buona riuscita di un’opera d’arte, solo pazienza, lavoro e confronto.

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Maria Candeo. Drone Art: in volo tra i colori e i confini dell’anima

maxiart - Maria Candeo

Il tempo guarirà tutto.
Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
Vivere: basta uno sguardo.”
(Marion – “Il cielo sopra Berlino“)

L’uomo ha sempre puntato lo sguardo verso l’alto, verso il cielo, alla ricerca dell’infinito e con la voglia di staccarsi dalla terra per volare, per andare oltre ai confini fisici compresi e catturati dal naturale meccanismo della visione.
Non riuscendo ad accontentarsi di vedere con il solo procedimento fisico l’uomo ha cercato di fare altro, di spingersi più in là creando mezzi che potessero catturare quella sorta di potente visione infinita che si estendeva oltre al visibile occhio nudo.
I primi sistemi cartografici per riuscire a segnare limiti e zone, la traccia di una mappatura dei luoghi per marchiare lo spazio circostante, i segni che si trasformano in luoghi, i colori in altrettante simbologie, forniscono l’aiuto ad uno campo che è così catturato e limitato per finire poi a riposare direttamente su un’unica superficie che identifica genti, luoghi e spazi in una sola visione: una mappa, una carta che serva come traccia per il punto in cui ci si trova.

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Quanto costa un’opera d’arte? Il prezzo non è solo base per altezza…

Quanto costa un’opera d’arte Il prezzo non è solo base per altezza…

Pubblicato il 24 febbraio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Quanto costa un’opera d’arte? Come si fa a determinare il valore di un oggetto che sia scultura o tela e definirne poi il costo al pubblico? Quanto ci guadagna l’artista? Quanto il gallerista o l’intermediario? In un mondo dove tutto ha un prezzo perché l’arte costa?
Non sono certo i materiali, o almeno solo quelli, a pesare sull’importo finale, un oggetto in oro costerebbe in termini economici più di uno realizzato in legno o in plastica, quello che si paga non è solo lo sforzo creativo, i pensieri, le idee dello stesso artista, ma sono un insieme di cose che vanno dall’emozionalità alla realizzazione finale dell’opera.
Il calcolo attraverso coefficienti, misure, collocazioni, mostre e critica, contribuiscono al valore dell’opera che, per un giovane, non si deprezzerà mai, ma tenderà in caso sempre a crescere.

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Critici oggi. Per fare arte serve più l’artista o il critico?

Follow your the art

Pubblicato il 13 gennaio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Si parla spesso di “critica d’arte”, di recensioni critiche, di un percorso storico e artistico che si intraprende quando si parla di un artista e del suo lavoro.
Ma che cos’è la critica d’arte? Nel corso del tempo, specie nel mondo contemporaneo, si è falsata spesso la sua formulazione, arrivando a non concepire la “critica d’arte” come un sistema che ha tuttavia affermato (e formato) l’opinione generale.
Discutere e valutare l’arte visiva è la base principale della disciplina critica per fare in modo di dare in maniera obiettiva una critica su base razionale per apprezzare e valutare lo stato dell’arte.
Il critico d’arte è spesso confuso come un semplice opinionista che discute del lavoro altrui, ma che in realtà supporta e conferma, con basi comparative e storiche, il lavoro di un artista.

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Natale in Siria – performance di Marco Chiurato

Natale in Siria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra
(Gianni Rodari)

Sembra così lontano il conflitto siriano, lontano perché vissuto comodamente a casa dalla poltrona del salotto di, davanti alla tv che fornisce immagini polverose sotto un sole cocente da cui spiccano urla, pianti e deflagrazioni di spari e bombe: è la guerra, fuori dai nostri schemi e dai nostri occhi, eppure così vicino, al di là del mare che separa il mondo occidentale da un popolo che ci invade ogni giorno con i suoi dolori e la sua presenza.

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Curare e criticare. Storia dietro una storia, il dovere di raccontare.

critica e giudizio

Pubblicato il 20 dicembre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Io non do molto credito ai critici che sono dei fanfaroni invidiosi di chi sa fare arte e produrre!”, “Non capisco come si possa permettere ad una persona che non ti conosce di dare dei giudizi e delle opinioni su cose che non gli appartengono”, “Io sono bravo sono gli altri che non mi capiscono e sparano sentenze senza capire cosa ho prodotto”, “Criticare? Perché?”.
Ecco alcune delle affermazioni dal carattere liquidatorio che si rivolgono spesso a chi si occupa di critica d’arte, come se a colpire la sensibilità di un artista sia un perfetto sconosciuto che non vede l’ora di demolire e ridicolizzare chi si sente di dare in pasto al pubblico la propria creatività.
Non è sempre vero che un critico osanna o demolisce, anzi, un vero critico fa del suo lavoro e della sua professionalità l’arma migliore per presentarsi. Allenare la mente, gli occhi e la propria capacità di giudizio è un duro mestiere, individuare chi ha le potenzialità per essere definito artista piuttosto che decoratore o artigiano è un compito di sicuro non facile.

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“Untitled – Senza Titolo”. Ciò che vedi è ciò che (di)mostri.

Untitled - Senza Titolo. Ciò che vedi è ciò che (di)mostri

Pubblicato il 09 dicenbre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Nella storia dell’arte contemporanea capita di ritrovarsi davanti ad opere d’arte che non si sa da che parte guardare né come classificare… sono pitture? Sculture? Installazioni? Performance? Non si sa davvero cosa e come inquadrare certe produzioni d’artista, ma forse non è neppure necessario dare un’etichetta alle cose perché spesso sono solo il prodotto di un’esigenza e di una sfrenata voglia creativa.
Bisogno comunque essere obiettivi con se stessi e con la produzione che compare poi, molte in realtà sono solo ciofeche e cose mal riuscite spacciate per opere d’arte, magari criticate, catalogate e vendute come tali presso poi una galleria d’arte.
La qualità si paga e si pretende poi che allo stesso prezzo ci sia il rispetto per la qualità di ciò che si vende e di ciò che si compra.

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