Archivio tag Futurismo

Distinti d’istanti. L’intuizione che si fa arte

Distinti d'istanti. L'intuizione che si fa arte

Pubblicato il 23 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo
(Edmund Burke)

L’istinto, quella sensazione che arriva senza preavviso e che fa agire a volte con incoscienza e rapidità d’esecuzione, spesso si arriva a produrre una serie di percezioni di pura interpretazione date poi in visione al pubblico che ne decreta l’appartenenza con le proprie impressioni o meno.
Agire di “pancia” è riuscire a sentire direttamente le percezioni emozionali che possono essere suscitate da un evento, una persona, una storia personale, è un ascolto attivo senza filtri di ciò che si prova e che in maniera irrefrenabile si trasforma in qualcosa di vivo e concreto.

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Maria Candeo. Drone Art: in volo tra i colori e i confini dell’anima

maxiart - Maria Candeo

Il tempo guarirà tutto.
Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
Vivere: basta uno sguardo.”
(Marion – “Il cielo sopra Berlino“)

L’uomo ha sempre puntato lo sguardo verso l’alto, verso il cielo, alla ricerca dell’infinito e con la voglia di staccarsi dalla terra per volare, per andare oltre ai confini fisici compresi e catturati dal naturale meccanismo della visione.
Non riuscendo ad accontentarsi di vedere con il solo procedimento fisico l’uomo ha cercato di fare altro, di spingersi più in là creando mezzi che potessero catturare quella sorta di potente visione infinita che si estendeva oltre al visibile occhio nudo.
I primi sistemi cartografici per riuscire a segnare limiti e zone, la traccia di una mappatura dei luoghi per marchiare lo spazio circostante, i segni che si trasformano in luoghi, i colori in altrettante simbologie, forniscono l’aiuto ad uno campo che è così catturato e limitato per finire poi a riposare direttamente su un’unica superficie che identifica genti, luoghi e spazi in una sola visione: una mappa, una carta che serva come traccia per il punto in cui ci si trova.

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Enjoy the silence. Il silenzio è il rumore che l’arte vuole.

Enjoy the silence. Il silenzio è il rumore che l'arte vuole.

Pubblicato il 3 febbraio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
Enjoy the silence
(Enjoy the silence – Depeche Mode)

Dal silenzio nasce il verbo giusto.
Il silenzio, elemento raro da trovare nel mondo contemporaneo, si è ormai circondati da rumori naturali, sempre più rari, fino al caos quotidiano in cui ci si immerge nelle città, rumori continui, auto, tram, cellulari che suonano, notifiche di varie app installate, visioni coincidenti sempre più con il caotico movimento quotidiano che circonda l’uomo, dai suoni naturali a quelli artificiali é il trionfo del non silenzio.
A questo punto si può dure che il silenzio non esiste più.

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Luna ed arte. l’altra faccia della creazione

Luna foto di Nicola Schiavon

Pubblicato il 29 novembre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro”
(Mark Twain)

Si tende, giustamente, a mostrare sempre il lato migliore di se stessi, sempre la medesima faccia della medaglia con impresso il disegno più bello, sempre la realtà più conveniente e migliore.
Lo specchio e la trama di presentazione di sé si ritrovano quando si cerca di apparire con gli aspetti più convincenti e prodotti migliori da presentare al pubblico, senza mai scordare anche l’altra faccia che non si vede, le altre realtà che si tengono nascoste, per paura o convenzione o semplicemente per debolezza e per non essere attaccati.

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Arte pornograficamente proibita. L’oscenità del “già”.

arte del già

 

Pubblicato il 28 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Volevo essere come quei popcorn
Che non scoppiano
Quando stanno sul fuoco
Ma io avevo sottovalutato la pericolosità
di un petardo inesploso
(La fortuna che abbiamo, Samuele Bersani)

Non esistono forme d’arte che, alle soglie di quasi un ventennio del 2000, non siano state sperimentate, dalla provocazione, all’abilità tecnica, al creare e cercare nuovi artisti.
Tutti hanno provato tutto, tutto si è visto, nessun tabù, la vita, la morte, le funzioni corporali, il coito, tutto è stato messo in scena nel calderone contemporaneo e sembrano lontani anni luce ormai le provocazione Futuriste, le Fontane duchampiane rovesciate, le scatolette di Merda d’Artista di Piero Manzoni

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Sii razionale, ci sarà sempre una favola alla quale finirai per credere

sogna e sii razionale

Pubblicato il 24 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Dentro a un ring oppure fuori, non c’è nulla di sbagliato nell’andare al tappeto.
È restare al tappeto senza rialzarsi che è sbagliato
(Muhammad Ali)

Quante storie si raccontano nell’arte?
Quanti artisti si mettono davanti ad una tela, un materiale da plasmare o un obiettivo per fermare un’immagine o un’emozione?
Quante parole e sguardi si posano poi sull’opera finita?

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Metropolis: la città e le generazioni che cambiano l’arte

Metropolis e arte

Pubblicato il 15 aprile 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Immagini collettive in una città che vive e pulsa di vissuto si susseguono davanti ai nostri occhi: l’autobus in ritardo, la folla che si accalca nei bar all’ora dell’aperitivo, ragazzi incollati sullo schermo di uno smartphone intenti a chattare e mandare sms, nuovi manifesti sui muri della città che fanno a gara con i graffiti che li popolano, rumori, odori, confusione che si mischia a suoni e colori, questa è la città.

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L’arte o l’artista? Immagine e prodotto su chi “pesa” di più!

Fuck art

Pubblicato il 01 aprile 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

a Zaha Hadid,
costruttrice di sogni e architetture

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere
(Gotthold Ephraim Lessing)

Nella partita tra chi salvare se l’arte o l’artista chi vince? Chi è più importante? L’artista che passa o l’arte che resta?
L’artista spesso viene supportato e con lui vengo spinte e avvalorate idee e situazioni, diventa protagonista non solo di opere ma di una serie di lavoro di comunicazione, marketing, apparizioni e comparsate che ne creano il mito, dove l’immagine medesima travalica poi la sua produzione a favore di un egocentrismo che diventa esso stesso prodotto d’arte.

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Io di arte non ci capisco niente… Cene e chiacchiere d’arte tra amici di amici

Io di arte non ci capisco niente

Pubblicato il 19 febbraio 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Cena tra amici con amici di amici, dove tutti mostrano il meglio di sé per impressionare gli altri: “Tu che lavoro fai?“…e qui parte tutta la serie di lavori appellati con nomi inglese perché fa figo e nasconde l’imbarazzo di apparire poco originali: “Io sono…Account Executive…Digital strategy…Planner Brand…Manager Buyer…Web Content Curator…Marketing Manager…Merchandising Manager…Project Manager… Fashion Designer“.
Una marea di nomi e di professioni che nascondono anche la semplicità di ruoli creati ad ok, mi chiedo che gente frequento, e poi quando tocca a me? Che dico? Art Curator? Blogger Art? Historical And Contemporary Art Critic?

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Generazione X FILES. Quando l’arte è un fenomeno misterioso

Chris Cunnigham e X Files

Pubblicato il 19/01/2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Come fa un artista a diventare famoso? Come si calcolano i milioni di dollari di un’opera d’arte? Quale il sistema dell’arte contemporanea che risulta vincente e unico nel panorama mondiale?
Misteri irrisolti e irrisolvibili di quella che possiamo definire come fattore “X” un fattore incognito su cui si costruiscono carriere e movimenti.
X factor” come format televisivo cerca quel-non-so-che che risulti unico e appetibile per la massa con la scoperta di una nuova voce nel campo musicale che sia la migliore nel panorama canoro contemporaneo.

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