Archivio tag Keith Haring

L’arte altrui. Storie e compenetrazioni culturali tra curiosità e paura

l'arte altrui

Pubblicato il 19 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Ogni persona, ogni essere umano pensante ha gusti e sapori differenti, è il bello della varietà delle cose e dei piaceri che conduce l’uomo verso nuove e spettacolari strade dove la capacità di scelta, il libero arbitro e l’apprezzamento cambia a seconda delle realtà dettate da mondi sociali, etnici, religiosi, politici differenti alle quali far riferimento.
La cultura sociale è la base primaria per discernere ciò che piace da ciò che non si ama, il valore soggettivo e oggettivo delle cose cambia quindi in base a diversi fattori, ma nessuna cultura si può definire migliore o peggiore di altre, solo differente.

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Art & Pop. Un selfie per Andy Warhol. Trent’anni di notorietà dai “15 minuti” di fama, all’eredità contemporanea dei social network.

Andy Warhol - Asolo presso il Museo Civico

Un artista è una persona che produce cose di cui la gente non ha bisogno,
ma che lui,
per qualche ragione,
pensa sia buona idea dar loro
(Andy Warhol)

Trent’anni dalla morte di Andy Warhol, tre decenni di storia e di arte che si sono susseguiti tra mutazioni sociali e cambiamenti epocali.
Ha ancora un significato parlare di “movimenti artistici” e di “arte”, di “artisti” in una società dove la parte del leone è assegnata alla visibilità mediatica più che alla competenza professionale?
Qual è il ruolo assunto oggi dall’arte contemporanea?

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La paura di chi ha paura. Creazione ed arte tra panico e dubbi

Cristiano De Matteis

Pubblicato il 24 gennaio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare
(Elbert Hubbard)

Io ho paura.
Si, ho paura. Sono terrorizzato davanti al foglio bianco quando devo scrivere, penso di non riuscire mai ad arrivare alla fine del compito che mi sono autoassegnato e di fallire, di andare fuori tema, di non riuscire davvero ad esprimere quello che penso e che sento.
Ho paura, paura dei giudizi, dei commenti, delle parole che non trovano la giusta pace e di non essere capito, spaventato dal mondo esterno a cui affido le parole, incapace di poter difendere quello che ho concepito e poi alla fine elaborato.

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Impressione ad arte. Da Monet a Banksy: cosa si coglie dell’attimo contemporaneo?

Banksy & Monet

Pubblicato il 06 dicembre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Perché gli Impressionisti hanno così tanto successo e appeal oggi a distanza di oltre un secolo? Come mai la rivoluzione perpetrata da questi giovani artisti nel lontano 1874 è così amata ed attuale nel mondo contemporaneo? Possibile che i coetanei di Claude Monet, Paul Cezanne, Edgar Degas, Berthe Morisot, Filippo de Nittis, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley non furono capaci di vedere la potenza tecnica ed emotiva di questo nuovo modo di far pittura?
No, nessuno si accorse di quello che stava decretando le basi del mondo contemporaneo dove si cominciava a guardare lo spazio aperto con la visione del carpe diem, cogli l’attimo.
Passati poi i decenni nuove generazioni si sono allontanate dal mondo impressionista per esplorare non solo ciò che si vede, ma ciò che si sente e si esprime attraverso le sensazioni e l’emotività, indagando ora il mondo dei sogni e del surreale, ora la concretezza e l’astrazione.

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Anna Marchesini (1953-2016). Una “moscerina” curiosa e ironica obesa di vita

Anna Marchesini

 “Per vedere i tesori, ci vogliono occhi che li sappiano guardare,
che li vogliano cercare e che si aspettino di trovarli
(Anna Marchesini)

a Chiara, perché sia sempre “obesa” di vita!

Cara Anna,
si si… lo so! Sei sorpresa.
Stupita di questa lettera vero? Beh un poco lo sono anch’io, non avrei mai pensato di doverla scrivere, almeno non così presto.
Presto perché il tempo sembra volato via mese dopo mese e spesso mi dimentico di dichiarare quanti anni ho visto che il tempo fa i conti più velocemente rispetto alla realtà anagrafica che ci si sente.
Mica mi sento vecchio! A quindici anni guardavo i quarantenni e pensavo fossero avanti secoli a me, ma il passo è stato breve e ora sono io ad averne più di quaranta.

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L’arte tra museo e pasticceria. Ma che bontà, ma che bontà, ma che cos’è questa robina qua?

arte e dolci

Pubblicato il 08 luglio 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

C’è una sola differenza tra una lunga vita e una buona cena:
nella cena i dolci vengono per ultimi.”
(Robert Louis Stevenson)

Quando si entra in una pasticceria si è colpiti dal senso di gioia che emana l’insieme fatto di colori, profumi, forme, bambini spiaccicati sui vetri del bancone, adulti esigenti che soppesano con gli occhi o scelgono per gusto o quantità, vassoi dorati per abbellire la composizione, carta e nastro per impreziosire il prodotto finale e quel costante profumo di buono che sa di zucchero e di crema che invade l’aria che ci si appiccica addosso prima di uscire.
Quando si entra in un museo o in una galleria il gioco che si propone è quasi simile: un senso di gioia, di pace e tranquillità intervallata da chiacchiericcio quasi sempre in lontananza dal punto di visione, bambini che giocano tra le opere d’arte e che spiaccicano il naso sulle vetrine per vedere meglio, adulti esigenti che con gli occhi osservano, scelgono e pongono sotto esame quello che vedono, abbellimenti lungo il percorso fatti di cartigli e didascalie ad impreziosire il prodotto finale e all’uscita quel profumo di colore, di vernici, di polvere e di storia che si appiccica alle narici e ai vestiti.

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Arte dall’altra metà del cielo. Orlando: rabbia e intolleranze.

stop omofobia

Pubblicato il 17 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Egli – poiché dubbio non v’era sul suo sesso, per quanto la foggia di quei tempi lo dissimulasse – Egli.”
(Orlando, Virginia Woolf)

I ragazzi giovani sono simili in tutto il pianeta, sono desiderosi di divertirsi come tutti i loro coetanei, ogni giorno, ma alle soglie del week end la voglia di far festa aumenta, con tutti i riti del caso come si è imparato dalla famosa scena del film “La febbre del sabato sera”, preparazione del “che cosa mi metto stasera?”, ore di gel e pettinature, rifiniture dell’ultimo momento, poi un sms e una emoticon all’amico o all’amica che ritardano, conclusiva spruzzata di profumo e si è pronti a varcare la soglia di uno dei tanti templi musicali sparsi per il mondo e che musica e divertimento sia!

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J’aime aussi l’amour et la violence. “L’Amour Terrible” mostra di Tony Gallo

L'Amour Terrible, Tony Gallo

Dit moi qu’est que tu penses?
De ma vie,
De mon adolescense.
Dit moi qu’est que tu penses?
J’aime aussi l’amour et la violence
(L’amour et la violence – Sébastien Tellier)

Amour Terrible, tremendo e differente quando si accavalla nei pensieri e nelle scelte, dai sapori differenti. Amore e arte spesso coincidono e si fondono in un tutt’uno, perché? Perché si abbisogna di amare e di essere ricambiati e di costante cose belle che sanno e devono emozionare.
Uno dei soggetti preferiti dagli artisti é proprio l’amore, sentimento che muove le stelle ed é causa di guerre.

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L’arte o l’artista? Immagine e prodotto su chi “pesa” di più!

Fuck art

Pubblicato il 01 aprile 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

a Zaha Hadid,
costruttrice di sogni e architetture

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere
(Gotthold Ephraim Lessing)

Nella partita tra chi salvare se l’arte o l’artista chi vince? Chi è più importante? L’artista che passa o l’arte che resta?
L’artista spesso viene supportato e con lui vengo spinte e avvalorate idee e situazioni, diventa protagonista non solo di opere ma di una serie di lavoro di comunicazione, marketing, apparizioni e comparsate che ne creano il mito, dove l’immagine medesima travalica poi la sua produzione a favore di un egocentrismo che diventa esso stesso prodotto d’arte.

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