Archivio tag selfie

“Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli”. Popolarità mediatica e arti contemporanee.

Essere popolare sui social è come essere ricchi al Monopoli“, beh una frase abbastanza provocatoria perché la regola vale per moltissimi che si vantano di essere “seguiti”, “spollicciati” dai followers, coloro che seguono il profilo social (Instagram, Facebook, Twitter, Youtube, etc…) di un personaggio noto.
Molti diventano davvero famosi tanto da essere riconosciuti vere e proprie icone nei settori di moda e comunicazione (Chiara Ferragni, docet), identificati poi col nome di influencer capaci di influenzare i comportamenti di acquisto del pubblico grazie alla loro autorevolezza e carisma per mezzo di tematiche e opere di interesse di massa.

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La Storia è (in)finita. Paradossi, paraculi, parafulmini contemporanei.

Parlare di arte contemporanea è un confronto costante, un raffronto con il passato storico, non si guarda mai al presente, eppure si tratta di contemporaneo, ma si percepisce un certo paragone parallelo con quello che chiamiamo “la nostra storia”.
Il passato è spesso un macigno difficile da affrontare, un ostacolo a chi vuol crescere e confrontarsi con l’oggi e il domani, spesso gli artisti sono costretti a questo sproporzionato confronto con ciò che è avvenuto prima, con coloro che hanno creato opere ed espresso un pensiero che ora verrà, senza dubbio, equiparato al lavoro creato.

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#IONONSONOUNCOSTO. Figli della Terra di Mezzo.

Ai ragazzi di Comdata.
Mi sono reso conto che è la paura la peggiore delle disgrazie;
è la paura il vero nemico, perciò alzati e va ad affrontare la vita reale
e se il mondo è un bastardo allora colpiscilo con tutta la forza che hai
(Breaking Bad – Walter White)

Che futuro si prospetta per i figli dell’Uomo nati tra gli anni Settanta e Ottanta? Chi sono quei giovani uomini e donne che si affacciano ogni giorno al mondo? Cosa avranno mai da dire a coloro che sono nati con i social network, con gli smartphone, con l’idea delle frontiere abbattute e della moneta unica, con le scoperte medico-scientifiche che debellano malattie fino a poco tempo fa incurabili, con la tecnologia dilagante, con le diete vegane, le serie tv in streaming e i reality show? Tutto oggi si è fatto più fluido e semplice, come schiacciare un tasto sul pc: tutto si trova con un click, con una digitalizzazione, dalla ricerca scolastica al cibo che arriva direttamente a casa, dalle mappe digitali all’amore, dove intere folle si amano e incontrano nelle chat, poi si lasciano via whatsapp e si consolano con una marea di selfie filtrati.

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Riflettere riflessi. Specchio specchio delle mie brame…

Capita spesso di doversi confrontare con l’immagine di noi stessi riflessa in uno specchio: al mattino appena alzati a rimirare un volto assonnato, mentre ci si prepara per affrontare la giornata, quando ci si veste e ci si controlla se quella camicia si abbina alle scarpe e infine una rapida occhiata prima di uscire di casa nello specchio d’entrata prima di prendere il mazzo di chiavi e chiudere poi la porta.
Bene. Si può senz’altro dire che le giornate cominciano con uno sguardo verso di sé e in tal modo spesso finiscono alla stessa maniera: ci si strucca, ci si lava i denti, una visione d’insieme ad una faccia stanca dopo la giornata di impegni e lavoro e poi a letto.

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Spazi d’arte: libertà di esprimere la propria emozione

Pubblicato il 27 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’arte contemporanea ha bisogno di spazi, l’arte tutta ne ha necessità.
È un dato di fatto e una constatazione quasi ovvia ormai che per parlare di arte contemporanea ci sia l’esigenza di avere spazi espositivi adeguati a ciò che si richiede.
Il recupero di certa archeologia industriale, la nascita di fondazioni pubbliche e private, la riconversione di palazzi e antiche ville a centri congressi e superfici adibite a sale per mostre e narrazioni visive non colmano certo la mancanza di strutture ex novo di cui si abbisogna.
È apprezzabile che ci sia la voglia di riconquistare lo spazio del passato per far rivivere un presente che, è bene ricordare, poggia le sue fondamenta sul tempo che fu, ma il futuro deve guardare oltre e deve in qualche modo riuscire a creare basi solide per quello che verrà.

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Step by step. Il cammino dell’arte (di vivere)

Pubblicato il 13 giugno 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Uno, ricordatevi sempre di guardare le stelle, non i piedi.
Due, non rinunciate al lavoro: il lavoro dà significato e scopo alla vita, che diventa vuota senza di esso.
Tre, se siete abbastanza fortunati a trovare l’amore, ricordatevi che è lì e non buttatelo via.”
(Stephen Hawking)

Guardare la punta dei piedi quando si cammina é necessario per non incappare in passi fallaci e per non destabilizzare il nostro percorso.
Si rimane attenti a non deviare la strada, a non calpestare oggetti indesiderati e, soprattutto, a proseguire il proprio cammino senza ulteriori intoppi.
La strada quando si cammina può essere interrotta da diverse difficoltà, difficoltà oggettive o soggettive, ma sempre in grado di rallentare, a volte, la strada per raggiungere l’obiettivo finale.
É corretto guardare dove si cammina, ma ogni tanto alzare lo sguardo e puntare verso nuovi spazi può e deve essere un nuovo incentivo per migliorarsi e per continuare a vedere lontano.

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Invidia ad arte. L’imbarazzo di un mondo incattivito.

Pubblicato il 30.05.2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Dietro l’orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti.
E mentre andiamo attraversandone la frontiera,
già si va preparando la successiva, e così via, fino a pervenire alla costa dell’alba.
La mia strada mi si dipana davanti e io non invidio nessuno che abbia raggiunto il traguardo.
Viaggio volentieri.”
(Michael Ende)

Basta.
Basta ad un mondo di malelingue, cattiverie, dicerie, situazioni imbarazzanti di cose non dette ma sussurrate. Basta alla violenza verbale, ai commenti acidi sui social network, allo spargimento di soprusi o di rivalità insana.
Basta!
Possibile che nel mondo dell’arte e della cultura più che spargimento di bellezza e di intelligenza ci sia invece una continua emissione di odio e di malignità? Bassezze che non portano a nulla, solo ad alimentare divari e cattiverie.

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Selfie e autoritratti. L’evoluzione dell’apparire tra estetica e autostima

Pubblicato il 17 febbraio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Scattarsi i selfie oggi è diventato quasi un status symbol più che una moda, bisogna far vedere dove si è, con chi si è, tenendo sempre presente quale sia l’angolazione migliore per esaltare al meglio sia il luogo che l’autoscatto del proprio io: se non (auto)scatti non sei nessuno!
Eh sì, prima di essere chiamati comunemente “selfie”, termine derivato dalla lingua inglese, si parlava di autoritratto, autoscatto che, grazie alle moderne tecnologie (smartphone, tablet o webcam), ha preso sempre più piede puntando l’obiettivo verso di sé, condividendo poi il tutto nei vari social network.

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Namasté Alé! La scimmia nuda balla, dubbi sulla cultura dell’uomo contemporaneo

Pubblicato il 14 febbraio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Il Festival di Sanremo anche quest’anno è terminato, tra critiche, audience e numeri da capogiro, tra i presenzialisti e coloro che non mancano di essere incollati al televisore per commentare, tra gli snobbisti che ne fanno volentieri a meno, tra “Essere o dover essere. Il dubbio amletico contemporaneo come l’uomo del neolitico” come recita l’incipit di Occidentali’s Karma, testo della canzone vincitrice 2017 di Francesco Gabbani.
Il Festival di Sanremo quindi si è concluso, fine di tante attese e pronostici, di articoli e pagine di giornali, di vecchi ritorni, di novità o di vecchi e basta che esistono solo perché il Festival esiste.

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Si va alla Fiera d’arte. Immagine e cura del vissuto e del belvedere.

Pubblicato il 31 gennaio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’umanità che si riversa nelle fiere d’arte è tra la più eccentrica e colorata che si possa vedere in giro, in queste manifestazioni l’egocentrismo e la visibilità sono in buona parte le responsabili Muse nascoste che alimentano le più svariate personalità della fiera.
Penso spesso alle persone che si ritrovano a lavorare all’interno di stand e padiglioni che vedono passare costantemente artisti, critici, curatori, espositori, semplici curiosi e persone capitate per caso in mezzo a questo calderone: un insieme colorato e rumoroso che si appropinqua da una parte all’altra fino a che le luci non si spengono.

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