Archivio tag Surrealismo

“Oltre il mio sguardo” personale di Silvia Scuderi

Memore delle lezioni dei maestri del passato e della ricerca compiuta negli anni, Silvia Scuderi si presenta all’occhio dello spettatore come una “viaggiatrice visiva” che ha portato con sé l’esperienza di un presente fatto di memoria, di visioni oniriche, di immagini che rimandano alla natura attraverso vedute paesaggistiche e particolari naturali in una immersione totalizzante che fonde cielo e terra, il visibile e l’astratto.
Corsi d’acqua che si specchiano tra le fronde di una flora ribelle e prospera, rocce che sedimentano secoli e stratificazioni del tempo, paludi e canneti, spazi immensi contrapposti a sguardi che occupano tutta la tela mostrando, a volte, un particolare riconducibile ad una natura di più ampio respiro.

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Natura Naturae. La natura nella rappresentazione artistica tra dimensione onirica e spazio visivo

Natura!
Ne siamo circondati e avvolti – incapaci di uscirne, incapaci di penetrare più addentro in lei.
Non richiesta, e senza preavviso, essa ci afferra nel vortice della sua danza e ci trascina seco, finché, stanchi, non ci sciogliamo dalle sue braccia.
(Goethe)

Nella storia dell’arte si parla spesso di natura e la data del 1874, nascita dell’Impressionismo, prende il nome da un quadro di Claude MonetImpressione al levar del sole“, un paesaggio naturale appunto. La natura è presente nella ricerca artistica nel corso dei secoli e la scelta della ex Corte Benedettina di Correzzola è stata fondamentale, in questi luoghi, posti che pulsano di storia e vita con le terre bonificate e strappate al mare, si respira un legame speciale tra l’uomo e il paesaggio: l’ansa del fiume Bacchiglione, i campi attorno, un’oasi che ben testimonia un panorama naturale un viaggio nelle terre venete.

Testo ctitico completo in PDF

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Sii razionale, ci sarà sempre una favola alla quale finirai per credere

Pubblicato il 24 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Dentro a un ring oppure fuori, non c’è nulla di sbagliato nell’andare al tappeto.
È restare al tappeto senza rialzarsi che è sbagliato
(Muhammad Ali)

Quante storie si raccontano nell’arte?
Quanti artisti si mettono davanti ad una tela, un materiale da plasmare o un obiettivo per fermare un’immagine o un’emozione?
Quante parole e sguardi si posano poi sull’opera finita?

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Meteorismo nell’arte. Flatulenti discorsi che non sanno di niente…

Pubblicato il 03 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Chi si batte con la merda si lorda sia che vinca, sia che perda
(Proverbio popolare)

Nell’arte spesso ci si trova davanti ad opere di pura inconsistenza, fatte di nulla, senza capo né coda, senza un significato logico o un sistema estetico che possa soddisfare la visione.
Nulla. Quindi se un’opera d’arte non provoca nessun tipo di emozione, che sia di disgusto o piacere ma pur sempre emozione, a che cosa siamo di fronte? Al nulla, appunto.
Indecifrabili segni, spruzzate di colore, colate di materia, non sono da annoverare sotto la nomea di “opera d’arte” se non accompagnate da un significato leggibile o descrivibile.

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Tanto, l’amore non dura. Vale davvero credere nell’arte?

 

Pubblicato 27 maggio 2016 http://vecchiatoart.blogspot.it

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.
Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.
Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”
(Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupéry)

Cosa vale davvero? Cosa dura nella vita e nella quotidiana ricerca di se stessi?
Cominciare una riflessione scritta con domande a cui di già non si saprà dare risposta, quindi con lo scritto che segue, è sicuramente un passo falso quando si pongono interrogativi ma non si ha, e non si avrà, riscontro su quello che si chiede.
Perché allora cominciare con una provocazione? Perché le sfide piacciono e ci si prova, si cerca di capire cosa ne salta fuori…

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La leggerezza del segno si fa colore. Sogni attesi cadono dal cielo: “Carte Sospese” mostra di Denis Riva

“Dietro l’orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti.
Abbandoniamo il mondo del sogno per ritrovarci in un altro.
E mentre andiamo attraversandone la frontiera,
già si va preparando la successiva e così via, sino a pervenire alla costa dell’alba.
La mia strada mi si dipana davanti. Io non invidio nessuno che abbia raggiunto il proprio obbiettivo.
Viaggio volentieri.”
(“Dagli appunti di Max Muto, il viandante del sogno”
Da “la prigione della libertà” di Michael Ende)

Il segno, è traccia, è simbolo che si contorce e si articola fino a creare forme (ir)riconoscibili, realtà antropomorfe che si svelano agli occhi di chi guarda.
Il disegno, è espressione che parte da un concetto interiore sentito dall’artista che poi lo trasforma e muta in sintesi tra segno e colore che si associa in un’unica forma: l’opera d’arte.

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Tu mi turbi! La provocazione nell’arte e nella società contemporanea

Pubblicato il 26 giugno 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Dedicato a Betty, consigliera dallo spirito artistico battagliero, sempre presente e preziosa

Cos’è la PROVOCAZIONE? Questo il significato di provocare preso dal vocabolario: “Provocare: Eccitare, spingere, con la parola o con l’azione, a un comportamento aggressivo, offensivo, violento, irritante e ostile allo scopo o con il risultato di suscitare nell’altro una violenta reazione” E in arte? Che cos’è la provocazione in arte? O meglio, cosa si può definire provocante in arte? Ogni epoca ha avuto il suo artista ribelle e provocatorio ed ogni artista la sua epoca per provocare, stupire e far parlare di sé. Spesso ci si sente dire che ormai nel mondo dell’arte contemporanea si è provato e sperimentato un po’ tutto e quindi la meraviglia o il disgusto della sfida dettata dal provocare non fa più nessun effetto e non è di effetto a nessuno.

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Arte e moda: fusione tra creatività e tecnologia

Pubblicato il 14 aprile 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Moda e Arte: due realtà nella vita quotidiana che si rincorrono, si studiano e si suggestionano a vicenda.
Arte e Moda: un rapporto amoroso dove le due si fiutano e si osservano, in una sorta di corteggiamento che negli ultimi decenni sembra aver trovato una relazione stabile e bidirezionale.
Cinema, letteratura, cultura e soprattutto l’arte figurativa rispondono a queste esigenze e le grandi case di moda cercano di perseguire l’obiettivo nel risultato finale.

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Fulvio di Piazza – Ma che mondo fantastico…

Pubblicato il 17 marzo 2011 in Exibart onpaper – Maggio 2011, pg. 23

Tra pezzi di arti, animali impagliati e scheletri, si snoda il percorso dei Musei di Zoologia ed Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, in questo spazio si apre la mostra “Fisiologia del paesaggio. Juan Carlos Ceci – Fulvio Di Piazza” a cura di Daniele Capra. Un viaggio in cui predominano il paesaggio e la natura con un iperrealismo vicino al dettaglio fiammingo nelle forme di Di Piazza (1969) e stratificata-geologica in Ceci (1967). In entrambi i casi si può parlare di un espressionismo figurativo-realistico dove l’uso della pittura si fonde con la materia.

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