Archivio tag David Lachapelle

Distinti d’istanti. L’intuizione che si fa arte

Pubblicato il 23 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo
(Edmund Burke)

L’istinto, quella sensazione che arriva senza preavviso e che fa agire a volte con incoscienza e rapidità d’esecuzione, spesso si arriva a produrre una serie di percezioni di pura interpretazione date poi in visione al pubblico che ne decreta l’appartenenza con le proprie impressioni o meno.
Agire di “pancia” è riuscire a sentire direttamente le percezioni emozionali che possono essere suscitate da un evento, una persona, una storia personale, è un ascolto attivo senza filtri di ciò che si prova e che in maniera irrefrenabile si trasforma in qualcosa di vivo e concreto.

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L’arte altrui. Storie e compenetrazioni culturali tra curiosità e paura

Pubblicato il 19 maggio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Ogni persona, ogni essere umano pensante ha gusti e sapori differenti, è il bello della varietà delle cose e dei piaceri che conduce l’uomo verso nuove e spettacolari strade dove la capacità di scelta, il libero arbitro e l’apprezzamento cambia a seconda delle realtà dettate da mondi sociali, etnici, religiosi, politici differenti alle quali far riferimento.
La cultura sociale è la base primaria per discernere ciò che piace da ciò che non si ama, il valore soggettivo e oggettivo delle cose cambia quindi in base a diversi fattori, ma nessuna cultura si può definire migliore o peggiore di altre, solo differente.

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Farò quel che potrò. Selfie e fotografie contemporanee

Sembra impossibile ma ormai lo facciamo tutti, tutti noi dotati di smartphone di nuova generazione: fotografiamo sempre e continuamente tutto e tutti!
Ci è presa la mania ansiogena di non lasciare scappare nessun secondo della vita: si fotografa il sole, la pioggia, l’improvvisa nevicata; si immortala quello che si mangia al ristorante senza lasciare a volte neppure il tempo al cameriere di posare il piatto che parte il CLICK! della fotocamera e poi si posta e tagga luogo e persona che ci è vicino, come appunto fosse un buon piatto di cibo appena servito; si prosegue con la marea di scatti ai figli e nipoti che crescono fotogramma dopo fotogramma senza lasciare la curiosità di capire cosa succederà poi; non dimentichiamo poi i vecchi autoscatti di qualche anno fa che ora si chiamano “selfie“, fatti in gruppo, da soli nel bagno di casa, con alle spalle un’opera d’arte, un tramonto, un vip ignaro, si ferma l’istante su qualsiasi cosa per paura di perdere il tempo che passa veloce…

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