Archivio tag street artist

“Street Art. Fino all’ultimo muro”

Dal 23 maggio al 21 giugno 2026

Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE)

In collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Assessorato alla cultura del Comune di Santa Maria di Sala (VE) e con il sostegno di imprenditori illuminati come Gruppo E43, FPT Industrie s.p.a, Instabilelab, Pelizzon Luigi s.r.l, Veneco s.r.l, Scultori d’Interni, negli spazi di Villa Farsetti apre la mostra “Street Art. Fino all’ultimo muro”, a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion con la collaborazione tecnica di Yourbanflat, Blonde and Brains, Tipografica Gotica, Cube3, Edonart.

Tredici street artist (Alessio B, Any About New York, Carolì, Alessio Bolognesi, Boogie EAD, C0110, Alessandra Carloni, Evyrein, Tony Gallo, Giacomo Jah Bettega, Joys, Shife, Zero Mentale) con più di 50 opere presenti in mostra.

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La street art a New York – Keith Haring

Prima che la street art conquistasse gallerie e musei, c’era un giovane artista che trasformava i corridoi della metropolitana di New York nel suo laboratorio creativo.

Keith Haring iniziò disegnando con il gesso sui pannelli pubblicitari neri delle stazioni della metropolitana, realizzando immagini semplici, immediate e riconoscibili da chiunque. Le sue figure danzanti, il Radiant Baby, i cani che abbaiano e gli omini stilizzati diventarono in poco tempo un linguaggio universale, capace di parlare di libertà, amore, razzismo, guerra, AIDS e diritti civili.

Per Haring l’arte non doveva appartenere a pochi, ma essere accessibile a tutti. La strada era il luogo perfetto per incontrare il pubblico senza filtri, abbattendo le barriere tra cultura “alta” e cultura popolare.

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Arte oggi: come hai detto che ti chiami? Fama, umiltà a vent’anni dal 2000.

La fama si accompagna spesso al successo? Essere conosciuti non significa necessariamente essere al centro di tutto, non significa neppure compiere un buon lavoro forse… e allora, ritorniamo al primo pensiero: sicuri che fama e successo coincidano con la qualità delle cose?
La presunzione di essere i migliori, la mancanza di confronto e di umiltà, gli scambi e i dibattiti sono forse le armi più pericolose che possano esplodere nelle mani degli artisti, dei curatori, dei critici e di chi gravita attorno al sistema dell’arte.

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ARTE E LINGUAGGI URBANI. La Street Art e l’influenza sul territorio contemporaneo

Attraverso la lezione ARTE E LINGUAGGI URBANI. La Street Art e l’influenza sul territorio contemporaneo, si parlerà di arte contemporanea partendo dagli ultimi trent’anni di storia.
Com’è cambiato il concetto di “opera d’arte”? Quali sono i nuovi artisti e gli spazi dove operano? Quali le nuove tecnologie e le nuove tecniche al servizio della creatività?
La città come spazio sulla quale praticare, gli street artist come nuove figure che arricchiscono con la propria identità i muri con segni, forme, colori gettando le basi di un “sentire” attuale il mondo contemporaneo sempre più senza frontiere, abbattuto dai social network e dalla voglia di comunicazione globale.
Dai graffiti alla street, dal video alle performance, dai social alla diffusione di nuovi linguaggi che si fondono tra arte, musica, video gli anni 2000 si sono aperti all’insegna di un sistema senza confini.
La lezione indagherà gli artisti di oggi che sono pronti a diventare gli storicizzati del domani: da Keith Haring, Toxic, Jean-Michel Basquiat passando per Banksy, Blu, Os Gemeos fino agli eredi del mondo Pop con Takashi Murakami, Terry Richardson e Marina Abramovic.
Un viaggio tra gli stili e l’arte che traghetta l’uomo verso nuove limiti e conquiste, verso nuovi linguaggi contemporanei.

11 maggio 2018
ore 19.00
Spazio Back UP (ex-Macello di Dolo, Venezia)

Furti d’arte. Non rubare al prossimo tuo: dalla Gioconda di Leonardo ai pinguini di Pao.

Puoi impedire a un uomo di rubare, ma non di essere un ladro
(Arthur Schnitzler)
In questo mondo di ladri c’è ancora un gruppo di amici che non si arrendono mai
(Antonello Venditti)

I furti d’arte sono visti spesso in sordina tra le pagine dei giornali e le news dei tg nazionali, ma sono all’ordine del giorno, non fanno notizia inseriti come sono tra un servizio ambientalista e un fatto di cronaca locale.
La cultura non ha abbastanza voce per farsi sentire e per gridare “al ladro! Al ladro!” quando viene depredata e violata passa spesso in secondo piano, ma rubare un’opera d’arte è sottrare all’uomo la possibilità di godere dell’immagine e della bellezza di un pensiero che viene levato alla vista e all’emozione personale.

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“Felice di piacervi e non”. In ricordo di Franca Sozzani

Pubblicato il 29 dicembre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“La semplicità è più difficile da creare della stravaganza fine a se stessa”
(Franca Sozzani)

Felice di piacervi e non” era il titolo di uno dei blog di moda più famosi gestito da Franca Sozzani, morta il 22 dicembre 2016 a 66 anni.
Perché questo titolo? Perché come lei diceva “Non si può sempre piacere a tutti e soprattutto non si deve”, infatti, piacere a tutti è altamente impossibile e improbabile, ma diventa anche uno stimolo a capire perché non si piace e a fare di meglio, non tanto per ricevere il consenso da chi già ci segue e crede, ma come sfida per far cambiare opinione sul nostro operato, si, magari non serve a nulla e chissenefrega, ma la sfida è sempre lanciata e dietro l’angolo.

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Impressione ad arte. Da Monet a Banksy: cosa si coglie dell’attimo contemporaneo?

Pubblicato il 06 dicembre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Perché gli Impressionisti hanno così tanto successo e appeal oggi a distanza di oltre un secolo? Come mai la rivoluzione perpetrata da questi giovani artisti nel lontano 1874 è così amata ed attuale nel mondo contemporaneo? Possibile che i coetanei di Claude Monet, Paul Cezanne, Edgar Degas, Berthe Morisot, Filippo de Nittis, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley non furono capaci di vedere la potenza tecnica ed emotiva di questo nuovo modo di far pittura?
No, nessuno si accorse di quello che stava decretando le basi del mondo contemporaneo dove si cominciava a guardare lo spazio aperto con la visione del carpe diem, cogli l’attimo.
Passati poi i decenni nuove generazioni si sono allontanate dal mondo impressionista per esplorare non solo ciò che si vede, ma ciò che si sente e si esprime attraverso le sensazioni e l’emotività, indagando ora il mondo dei sogni e del surreale, ora la concretezza e l’astrazione.

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Chi è un artista? Professionista contro improvvisatore.

 

Pubblicato il 21 ottobre 2016 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Utilizzare i materiali, i supporti, sapere usare le tecniche più varie e assemblare forme e colori non fa di una persona dotata di ingegno e creatività un artista.
Chi è un artista? Uno che è capace di emozionare e si avvale di capacità tecniche? Non solo.
Non basta conoscere e applicare la materia per “saper far arte”, per produrre idee e “colpi di genio”, per definire un lavoro artistico si ricerca qualcosa che non è solo così vicino al sentire comune, ma che arriva ad avere un riconoscimento quasi univoco e universale che si definisce “opera d’arte”.
Spesso gli artisti inscenano i disagi e il sentire del mondo in cui vivono, dove la visione si fa a tratti ironica, amara, di denuncia sociale o politica, di mimesi e raffronto alla realtà, lasciandosi alle spalle il passato o proiettando scenari futuri.

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Farò quel che potrò. Selfie e fotografie contemporanee

Sembra impossibile ma ormai lo facciamo tutti, tutti noi dotati di smartphone di nuova generazione: fotografiamo sempre e continuamente tutto e tutti!
Ci è presa la mania ansiogena di non lasciare scappare nessun secondo della vita: si fotografa il sole, la pioggia, l’improvvisa nevicata; si immortala quello che si mangia al ristorante senza lasciare a volte neppure il tempo al cameriere di posare il piatto che parte il CLICK! della fotocamera e poi si posta e tagga luogo e persona che ci è vicino, come appunto fosse un buon piatto di cibo appena servito; si prosegue con la marea di scatti ai figli e nipoti che crescono fotogramma dopo fotogramma senza lasciare la curiosità di capire cosa succederà poi; non dimentichiamo poi i vecchi autoscatti di qualche anno fa che ora si chiamano “selfie“, fatti in gruppo, da soli nel bagno di casa, con alle spalle un’opera d’arte, un tramonto, un vip ignaro, si ferma l’istante su qualsiasi cosa per paura di perdere il tempo che passa veloce…

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J’aime aussi l’amour et la violence. “L’Amour Terrible” mostra di Tony Gallo

Dit moi qu’est que tu penses?
De ma vie,
De mon adolescense.
Dit moi qu’est que tu penses?
J’aime aussi l’amour et la violence
(L’amour et la violence – Sébastien Tellier)

Amour Terrible, tremendo e differente quando si accavalla nei pensieri e nelle scelte, dai sapori differenti. Amore e arte spesso coincidono e si fondono in un tutt’uno, perché? Perché si abbisogna di amare e di essere ricambiati e di costante cose belle che sanno e devono emozionare.
Uno dei soggetti preferiti dagli artisti é proprio l’amore, sentimento che muove le stelle ed é causa di guerre.

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