Revolution. Le mostre che hanno cambiato la storia dell’arte

Rivoluzioni artistiche e mostre che hanno cambiato la storia.

Ci sono opere che hanno rivoluzionato il linguaggio artistico, ci sono artisti che hanno cambiato il corso della storia. E poi ci sono mostre che hanno rappresentato un punto di svolta, trasformando il modo di esporre, raccontare e vivere l’arte: luoghi, forme, colori e idee che si trovano in uno spazio che segna un “prima” e un “dopo” per la storia dell’arte. Alcune esposizioni hanno consacrato nuovi movimenti, altre hanno abbattuto le regole delle istituzioni museali, altre ancora hanno ridefinito il rapporto tra pubblico, mercato e critica.

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La madre nell’arte

Ci sono legami che nemmeno il tempo riesce a spezzare. Ci sono opere che parlano di bellezza. Altre raccontano la storia. E poi ci sono opere che parlano di noi.

La figura della madre attraversa tutta la storia dell’arte: dalla tenerezza delle Madonne rinascimentali al silenzio struggente della Pietà di Michelangelo, fino alle riflessioni di Klimt sul tempo e sulla vita. Forse perché il legame con una madre è uno dei pochi capaci di attraversare anche l’assenza.

Oggi ho scelto di raccontare questo tema attraverso l’arte, perché alcune emozioni trovano nelle immagini le parole che spesso non riusciamo a dire. Questo carosello è dedicato a tutte le mamme che continuano a vivere nel cuore di qualcuno.

Ciao mamma!

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Rosalia & Goya

Molti pensano che Rosalía si ispiri solo al flamenco. In realtà il suo immaginario visivo è molto più complesso.
Nei suoi videoclip, nelle fotografie e nelle performance convivono tradizione, religiosità, teatralità, eccesso e modernità. Un linguaggio che sembra dialogare con quello di Francisco Goya.
Non si tratta di una copia o di un’influenza dichiarata, ma di una possibile chiave di lettura: due artisti lontani nel tempo che raccontano una Spagna intensa, contraddittoria e profondamente emozionale.

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I rivoluzionari dell’arte: chi cambia il mondo prima che il mondo se ne accorga

“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.”

(Martin Luther King)

La storia dell’arte è, prima di tutto, la storia delle rivoluzioni. Ogni grande cambiamento nasce da qualcuno disposto a mettere in discussione ciò che tutti considerano normale. I veri rivoluzionari non sono semplicemente artisti di talento: sono persone che modificano il modo di guardare il mondo.

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Autodidatti: artisti o improvvisatori?

Tra talento, studio e presunzione: quando l’autodidattismo diventa un alibi anziché un percorso di crescita.

In un mondo sempre più dominato dall’apparenza e dal bisogno di mettersi in mostra, assistiamo a un fenomeno sempre più dilagante: artisti che si definiscono “autodidatti” e che, privi di una reale preparazione accademica o di un solido percorso di studio, si ergono a geni dell’arte. Ma davvero possiamo accettare questa narrativa? Davvero si può pensare che l’impreparazione e l’autodidattismo siano sinonimi di talento puro e successo garantito?

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Brioche ad arte. Colare la bellezza e il ripieno da tutte le parti

Nulla di più piacevole nell’arco della giornata che staccare la mente per almeno cinque minuti e prendersi una pausa, magari farlo proprio in una mattinata di sole o durante un bel pomeriggio piovoso.
Regalarsi una coccola e una parentesi dal caos quotidiano con un buon caffè od una tisana, magari accompagnando il tutto con una bella brioche ripiena di crema o cioccolato su cui affondare i denti.
Assaporare questo intervallo , gustandoselo piano piano, morso dopo morso, addentare la vita come si fa con la brioche che gocciola un rivolo di ripieno lungo il mento, e perché non lasciarsi soffocare quasi a strozzarsi la gola in maniera convulsa con lo zucchero a velo mentre la tazza fumante di caffè ci aspetta per completare la degustazione di questo momento dedicato alla nostra pausa?
Che cosa c’è di più piacevole se questo nostro tempo lo condividiamo poi insieme ad una persona amica che con noi discute e ride dei gossip e delle disgrazie quotidiane?
Ci vuole, ci voleva, e poi si riprende…

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Come definire la cultura contemporanea? Tra creatività, passato e presente.

Tra innovazione, memoria e trasformazione, la cultura contemporanea ridefinisce il ruolo della creatività in una società sempre più connessa e in continua evoluzione.

La cultura oggi è un concetto ampio e dinamico, forse davvero impossibile da inquadrare e ingabbiare, in fondo se si cerca di farlo poi da qualche altra parte una via di fuga differente si trova, sempre.

La cultura è un concetto difficile da inquadrare e bloccare in poche righe in un mondo sempre più globalizzato e unito da distanze che si colmano attraverso reti informatiche e social continuamente dilaganti.

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“Street Art. Fino all’ultimo muro”

Dal 23 maggio al 21 giugno 2026

Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE)

In collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Assessorato alla cultura del Comune di Santa Maria di Sala (VE) e con il sostegno di imprenditori illuminati come Gruppo E43, FPT Industrie s.p.a, Instabilelab, Pelizzon Luigi s.r.l, Veneco s.r.l, Scultori d’Interni, negli spazi di Villa Farsetti apre la mostra “Street Art. Fino all’ultimo muro”, a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion con la collaborazione tecnica di Yourbanflat, Blonde and Brains, Tipografica Gotica, Cube3, Edonart.

Tredici street artist (Alessio B, Any About New York, Carolì, Alessio Bolognesi, Boogie EAD, C0110, Alessandra Carloni, Evyrein, Tony Gallo, Giacomo Jah Bettega, Joys, Shife, Zero Mentale) con più di 50 opere presenti in mostra.

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GAIA PEROTTO – Silexile

Dove finisce il cielo, tutto arde. Il mito nell’Informale

Sala della Gran Guardia – Padova

10 gennaio – 8 febbraio 2026

Inaugurazione venerdì 9 gennaio ore 17.30

La Sala della Gran Guardia ospita la mostra personale di Gaia Perotto, giovane artista lombarda, che presenta un ciclo di venti opere dedicate a un incontro inedito tra mitologia greca e astrazione informale. La mostra, promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova, è curata da Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion.

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