Archivio autori Massimiliano Sabbion

Comfort zone. Che impressione! Un’altra bella mostra del secolo

Accendi radio e tv, compri i quotidiani, sfogli le riviste, vai al bar a bere un caffè, apri la cassetta della posta e in ogni gesto sei sommerso dalla pubblicità della grande mega super mostra d’arte evento dell’anno, del decennio, del secolo!

Il primo pensiero è rivolto a chi fa marketing e comunicazione e a chi ha creato la rete di diffusione: la mostra è ovunque, social inclusi, bravi, ottimo e superlativo lavoro.

Per forza, per disperazione, per curiosità e per interesse poi state certi si andrà a visitare l’evento corredato da gadget, libri per grandi e piccini, cataloghi deluxe e impronte varie lasciate nel dopo mostra.

Questo sistema di mostre che fanno grandi numeri e sono di enorme richiamo rischia di standardizzare l’arte a favore di un pubblico ampio e curioso dimenticando e seppellendo invece altre realtà che, con fatica, riescono a emergere in mezzo a tanto spazio e a tanto dispendio economico. Si strappano biglietti a non finire, si crea ricchezza locale e si conoscono pezzi di storia, passata o recente, che portano lo spettatore a imprimere il suo segno di passaggio e presenza.

Tutto molto bello e interessante, ovviamente.

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Biennali al metro quadro. Pago dunque espongo.

Tra padiglioni internazionali, quote di partecipazione e curriculum gonfiati: il lato meno raccontato del sistema dell’arte.

“…ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia presso il Padiglione del Congo, due anni dopo espone poi al Padiglione del Kiribati…”

Questo è un incipit tratto da una biografia di un artista che si presenta e cerca di espandere in questo modo la varietà delle mostre ed esposizioni fatte nel corso del tempo non sapendo però di commettere un errore palese agli addetti del settore.

Fa curriculum inserire mostre, ma dipende dalle mostre alle quali si partecipa: perché mai il Padiglione del Congo e del Kiribati dovrebbero prendersi la briga di partire da così lontano e chiedere la vostra partecipazione?

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Perché insegnare la storia dell’arte?

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.”
(Hans Georg Gadamer)

Perché è importante e necessario insegnare la storia dell’arte nelle scuole?

Perché sono state diminuite le ore di insegnamento?

Attraverso queste poche righe un’analisi e uno spunto di riflessione per capire come l’insegnamento della storia dell’arte e il suo progressivo impoverimento nelle scuole abbia poi conseguenze sulla bellezza e sulla nostra vita.

La storia dell’arte ha da sempre insegnato agli studenti a osservare, analizzare e interpretare immagini e oggetti visivi.

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Fine della Creatività? L’Arte tra ripetizione e possibili futuri

“Noi plasmiamo i nostri strumenti e poi i nostri strumenti plasmano noi.”

(Marshall McLuhan)

Negli ultimi decenni, molti osservatori del panorama artistico hanno notato una stagnazione nei linguaggi espressivi. Il senso di “già visto” attraversa le opere contemporanee, mentre i movimenti rivoluzionari sembrano essere un ricordo del passato. Perché non emergono più nuovi linguaggi artistici?

L’arte ha sempre attraversato cicli di innovazione e consolidamento. Le avanguardie del XX secolo hanno introdotto cambiamenti radicali, portando la sperimentazione a livelli estremi. L’Astrattismo, il Dadaismo, il Surrealismo e l’Arte Concettuale hanno frantumato le strutture tradizionali. Dopo una simile esplosione di creatività, è inevitabile che il ciclo si assesti in una fase di assimilazione e reinterpretazione.

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Come diventare un artista di successo?

“Lo scopo dell’arte è rappresentare non l’aspetto esteriore delle cose, ma il loro significato interiore.”
(Aristotele)

Diventare un artista di successo richiede passione, dedizione e una visione chiara. Ok, su questo punto credo si sia tutti d’accordo… ma una formula magica propria non c’è!

I fattori sono tanti, ma se li riassumiamo in 10 punti fondamentali per non farci trovare impreparati, questo potrebbe essere l’inizio della propria carriera.

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La bellezza salverà il mondo: un linguaggio in metamorfosi

La bellezza non è un valore immutabile, ma un’idea che si trasforma insieme alla società, all’arte e allo sguardo di chi osserva.

“La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla.”
(David Hume)

La celebre frase “La bellezza salverà il mondo”, attribuita a Fëdor Dostoevskij e pronunciata dal principe Myškin nel romanzo L’Idiota, è una delle espressioni più enigmatiche e affascinanti della letteratura.

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Revolution. Le mostre che hanno cambiato la storia dell’arte

Rivoluzioni artistiche e mostre che hanno cambiato la storia.

Ci sono opere che hanno rivoluzionato il linguaggio artistico, ci sono artisti che hanno cambiato il corso della storia. E poi ci sono mostre che hanno rappresentato un punto di svolta, trasformando il modo di esporre, raccontare e vivere l’arte: luoghi, forme, colori e idee che si trovano in uno spazio che segna un “prima” e un “dopo” per la storia dell’arte. Alcune esposizioni hanno consacrato nuovi movimenti, altre hanno abbattuto le regole delle istituzioni museali, altre ancora hanno ridefinito il rapporto tra pubblico, mercato e critica.

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I rivoluzionari dell’arte: chi cambia il mondo prima che il mondo se ne accorga

“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.”

(Martin Luther King)

La storia dell’arte è, prima di tutto, la storia delle rivoluzioni. Ogni grande cambiamento nasce da qualcuno disposto a mettere in discussione ciò che tutti considerano normale. I veri rivoluzionari non sono semplicemente artisti di talento: sono persone che modificano il modo di guardare il mondo.

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Autodidatti: artisti o improvvisatori?

Tra talento, studio e presunzione: quando l’autodidattismo diventa un alibi anziché un percorso di crescita.

In un mondo sempre più dominato dall’apparenza e dal bisogno di mettersi in mostra, assistiamo a un fenomeno sempre più dilagante: artisti che si definiscono “autodidatti” e che, privi di una reale preparazione accademica o di un solido percorso di studio, si ergono a geni dell’arte. Ma davvero possiamo accettare questa narrativa? Davvero si può pensare che l’impreparazione e l’autodidattismo siano sinonimi di talento puro e successo garantito?

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Brioche ad arte. Colare la bellezza e il ripieno da tutte le parti

Nulla di più piacevole nell’arco della giornata che staccare la mente per almeno cinque minuti e prendersi una pausa, magari farlo proprio in una mattinata di sole o durante un bel pomeriggio piovoso.
Regalarsi una coccola e una parentesi dal caos quotidiano con un buon caffè od una tisana, magari accompagnando il tutto con una bella brioche ripiena di crema o cioccolato su cui affondare i denti.
Assaporare questo intervallo , gustandoselo piano piano, morso dopo morso, addentare la vita come si fa con la brioche che gocciola un rivolo di ripieno lungo il mento, e perché non lasciarsi soffocare quasi a strozzarsi la gola in maniera convulsa con lo zucchero a velo mentre la tazza fumante di caffè ci aspetta per completare la degustazione di questo momento dedicato alla nostra pausa?
Che cosa c’è di più piacevole se questo nostro tempo lo condividiamo poi insieme ad una persona amica che con noi discute e ride dei gossip e delle disgrazie quotidiane?
Ci vuole, ci voleva, e poi si riprende…

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