Archivio tag Michelangelo

La bellezza salverà il mondo: un linguaggio in metamorfosi

La bellezza non è un valore immutabile, ma un’idea che si trasforma insieme alla società, all’arte e allo sguardo di chi osserva.

“La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla.”
(David Hume)

La celebre frase “La bellezza salverà il mondo”, attribuita a Fëdor Dostoevskij e pronunciata dal principe Myškin nel romanzo L’Idiota, è una delle espressioni più enigmatiche e affascinanti della letteratura.

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La madre nell’arte

Ci sono legami che nemmeno il tempo riesce a spezzare. Ci sono opere che parlano di bellezza. Altre raccontano la storia. E poi ci sono opere che parlano di noi.

La figura della madre attraversa tutta la storia dell’arte: dalla tenerezza delle Madonne rinascimentali al silenzio struggente della Pietà di Michelangelo, fino alle riflessioni di Klimt sul tempo e sulla vita. Forse perché il legame con una madre è uno dei pochi capaci di attraversare anche l’assenza.

Oggi ho scelto di raccontare questo tema attraverso l’arte, perché alcune emozioni trovano nelle immagini le parole che spesso non riusciamo a dire. Questo carosello è dedicato a tutte le mamme che continuano a vivere nel cuore di qualcuno.

Ciao mamma!

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I rivoluzionari dell’arte: chi cambia il mondo prima che il mondo se ne accorga

“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.”

(Martin Luther King)

La storia dell’arte è, prima di tutto, la storia delle rivoluzioni. Ogni grande cambiamento nasce da qualcuno disposto a mettere in discussione ciò che tutti considerano normale. I veri rivoluzionari non sono semplicemente artisti di talento: sono persone che modificano il modo di guardare il mondo.

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Chiedo scusa… un sorry e tutto passa?

Chi si occupa di creatività, qualunque sia il campo d’azione preso in esame, si alza ogni mattina con la consapevolezza che non si deve necessariamente creare, ma sopravvivere in un mondo che usa e abusa della parola creatività.
Ogni giorno ci si appresta in primis a dover chiedere sempre scusa: scusarsi di fare troppo o al contrario di fare poco, scusarsi di piacere o di essere poco gradevoli, scusarsi per essere famosi o per non essere affatto conosciuti, scusarsi per aver preso in mano un pensiero e averlo poi trasformato in un’opera d’arte, scusarsi di scusarsi per farlo troppo spesso o troppo poco.

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La curiosità della conoscenza. L’uomo creativo è un uomo felice?

La curiosità spinge sempre l’uomo a ricercare, provare e a sfidare se stesso in ogni campo e situazione.
La curiosità spesso conduce a peccare di presunzione o a sbagliare, ci si trova invischiati in un mare di dubbi, di perplessità e situazioni che poi minano la fiducia e la passione nelle cose che si fanno.
Perché allora l’uomo è così testardamente curioso da non ritornare sui suoi passi e lasciar perdere tutto? Forse perché senza la curiosità oggi non ci sarebbero molti degli strumenti che aiutano la vita di ognuno di noi dalle cose più banali all’essenzialità quotidiana. È impensabile pensare che l’uomo non abbia mai usato la curiosità per arrivare a scoprire se stesso, a scavare quella parte rimasta sempre nascosta e via via svelata.
È la curiosità che porge al futuro le scoperte dell’oggi.

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Dubbi & Paure. I giusti dosaggi per un’ottima crema

I dubbi e le perplessità avranno sicuramente attanagliato gli artisti del passato così come succede con quelli del presente, le domande che ognuno si pone sulle proprie capacità, sulla ricerca effettuata, sulla strada da percorrere rimangono attuali in qualsiasi stagione ed epoca.
Le paure e le ansie di Michelangelo davanti ad un blocco di marmo da scolpire, la grandezza dei muri da dipingere da parte di Andrea Mantegna, l’incertezza davanti ad una tela bianca per Jackson Pollock, le sequenza cromatiche e vibranti per Mark Rothko.

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Nutri l’anima con l’attesa. Playlist di emozioni

È possibile nutrirsi con l’essenziale, ma non si può rimanere senza anima, anima? No, volevo scrivere “acqua”, ma scrivendo nella fretta complice la velocità, dai tasti della mia tastiera nera del pc è uscito “anima”, senza volerlo e senza accorgemene, il tutto smanettando dal file della cartella “musica” per mettere una playlist come sottofondo, ed ho scritto “anima”.
Colpa della distrazione o lapsus voluto e ricercato inconsciamente? Colpa della playlist? Colpa dell’acqua o dell’anima?

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È il social che conta! Artisti del passato alle prese con i social network (I parte)

Riprendendo il discorso del pezzo precedente legato al mondo dei social network, parte contemporanea più che mai attuale, strumento di moderna tortura al grido di “senza social non sei nessuno“, si era arrivati alla conclusione del pezzo pensando al passato, e allora perché non provarci? Creare un gioco, non senza scatenare dissensi e puristi del caso, ma un gioco solamente, una ludica carrellata dedicata alla storia dell’arte: come sarebbero stati i profili social degli artisti?

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Ready made e i piatti di pasta all’olio. Il superamento di chi sa cambiare!

Pubblicato il 18 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

L’affermazione che una persona creativa dà di sé e del suo lavoro può condurre al pensiero di ciò che la sua peculiarità operativa conduce a fare: io sono un artista.
Sì, colui che produce opere d’arte é un artista, un emozionale personaggio che si fa portavoce di sentimenti, idee e pensieri a favore di altri che non riuscendo ad esprimerli trovano nel veicolo artistico il prodotto di quanto percepito, ma non plasmato, a questo ci pensa, appunto l’artista.
Ma chi é l’artista? Quale definizione migliore lo identifica?

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Passione: tormento ed estasi.

Pubblicato il 11 luglio 2017 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Ci vuole passione per riuscire ad arrivare fino alla fine di un percorso, costanza, impegno e fatica saranno ottime compagne, ma prima di tutto la passione.
La passione, causa scatenante che mette in moto la creatività, che aguzza l’ingegno, che crea contatti, che fa spostare le persone, che si arricchisce con la visita di nuovi luoghi, tutto si muove se a partecipare arriva il perseguimento di un risultato che ci si è prefisso.
La passione è, per citare un film del 1965 sulla vita di Michelangelo Buonarroti, “Il tormento e l’estasi” di ogni artista, in cui si accompagna spesso ad una furia creativa che sfocia nella rabbia interiore, dove la creazione è spesso una tortura: andrà bene? Potevo fare di più? Cosa penserà il pubblico? È quello che davvero volevo esprimere? È il percorso visivo che volevo ottenere?

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