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Biennali al metro quadro. Pago dunque espongo.

Tra padiglioni internazionali, quote di partecipazione e curriculum gonfiati: il lato meno raccontato del sistema dell’arte.

“…ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia presso il Padiglione del Congo, due anni dopo espone poi al Padiglione del Kiribati…”

Questo è un incipit tratto da una biografia di un artista che si presenta e cerca di espandere in questo modo la varietà delle mostre ed esposizioni fatte nel corso del tempo non sapendo però di commettere un errore palese agli addetti del settore.

Fa curriculum inserire mostre, ma dipende dalle mostre alle quali si partecipa: perché mai il Padiglione del Congo e del Kiribati dovrebbero prendersi la briga di partire da così lontano e chiedere la vostra partecipazione?

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Perché insegnare la storia dell’arte?

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.”
(Hans Georg Gadamer)

Perché è importante e necessario insegnare la storia dell’arte nelle scuole?

Perché sono state diminuite le ore di insegnamento?

Attraverso queste poche righe un’analisi e uno spunto di riflessione per capire come l’insegnamento della storia dell’arte e il suo progressivo impoverimento nelle scuole abbia poi conseguenze sulla bellezza e sulla nostra vita.

La storia dell’arte ha da sempre insegnato agli studenti a osservare, analizzare e interpretare immagini e oggetti visivi.

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Fine della Creatività? L’Arte tra ripetizione e possibili futuri

“Noi plasmiamo i nostri strumenti e poi i nostri strumenti plasmano noi.”

(Marshall McLuhan)

Negli ultimi decenni, molti osservatori del panorama artistico hanno notato una stagnazione nei linguaggi espressivi. Il senso di “già visto” attraversa le opere contemporanee, mentre i movimenti rivoluzionari sembrano essere un ricordo del passato. Perché non emergono più nuovi linguaggi artistici?

L’arte ha sempre attraversato cicli di innovazione e consolidamento. Le avanguardie del XX secolo hanno introdotto cambiamenti radicali, portando la sperimentazione a livelli estremi. L’Astrattismo, il Dadaismo, il Surrealismo e l’Arte Concettuale hanno frantumato le strutture tradizionali. Dopo una simile esplosione di creatività, è inevitabile che il ciclo si assesti in una fase di assimilazione e reinterpretazione.

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Come diventare un artista di successo?

“Lo scopo dell’arte è rappresentare non l’aspetto esteriore delle cose, ma il loro significato interiore.”
(Aristotele)

Diventare un artista di successo richiede passione, dedizione e una visione chiara. Ok, su questo punto credo si sia tutti d’accordo… ma una formula magica propria non c’è!

I fattori sono tanti, ma se li riassumiamo in 10 punti fondamentali per non farci trovare impreparati, questo potrebbe essere l’inizio della propria carriera.

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Rosalia & Goya

Molti pensano che Rosalía si ispiri solo al flamenco. In realtà il suo immaginario visivo è molto più complesso.
Nei suoi videoclip, nelle fotografie e nelle performance convivono tradizione, religiosità, teatralità, eccesso e modernità. Un linguaggio che sembra dialogare con quello di Francisco Goya.
Non si tratta di una copia o di un’influenza dichiarata, ma di una possibile chiave di lettura: due artisti lontani nel tempo che raccontano una Spagna intensa, contraddittoria e profondamente emozionale.

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I rivoluzionari dell’arte: chi cambia il mondo prima che il mondo se ne accorga

“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.”

(Martin Luther King)

La storia dell’arte è, prima di tutto, la storia delle rivoluzioni. Ogni grande cambiamento nasce da qualcuno disposto a mettere in discussione ciò che tutti considerano normale. I veri rivoluzionari non sono semplicemente artisti di talento: sono persone che modificano il modo di guardare il mondo.

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Ophelia & Taylor Swift

Lo sapevi che un’opera di Heyser è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale grazie a Taylor Swift?

Negli ultimi giorni il nome dell’artista è rimbalzato ovunque, complice un collegamento inaspettato con la celebre popstar americana. Un episodio che dimostra ancora una volta come il mondo dell’arte e quello della musica siano spesso più vicini di quanto si possa immaginare, influenzandosi a vicenda e riportando sotto i riflettori opere che meritano di essere riscoperte.

Ma cosa è successo davvero? E perché tutti ne stanno parlando?

Scopri la storia completa e tutti i dettagli nel reel!

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La Storia Infinita. Turn around Look at what you see

Sei nato in Italia, un Paese alquanto strano, sei sostenuto quando non sei nessuno e quindi non rechi danno o fai del male, sei odiato, criticato, insultato quando invece poi sei riconosciuto e piaci alla maggior parte delle persone.
Sei nato in Italia, una nazione che trasforma da secoli le sue puttane in Santi e si fregia di avere più poeti, santi (appunto) e navigatori del mondo. L’Italia, paese del nonsense culturale, dove lo scrigno è aperto a tutti e dove l’arte, la musica e la letteratura hanno dato i natali agli artisti che hanno lasciato l’impronta in ogni angolo della Terra.
Sei nato in Italia, un posto che non investe nella ricerca, nello studio e non guarda affatto il suo territorio se non grazie ai volontari, alle persone che per amore e per follia si prendo la briga di conservare memorie storiche e preservare il futuro, gente di buon cuore che col tempo si è incattivita ed è diventata xenofoba, omofoba, razzista e corrucciata nei confronti della vita.

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Produco. Dunque sono? Artisti tra i social e il saper fare

Quantificare l’arte solo in base al mercato, ai costi e alla quantità di opere vendute non è certamente il metro di giudizio corretto per identificare un artista.
Jeff Koons con i suoi 90 miliardi di dollari per la scultura “Rabbit“, un coniglietto in acciaio inossidabile, è ora l’artista vivente, con relativa opera, più quotato del mondo!
Davvero si pensa che più costo e vendo più valgo? Più quoto più sono? Non esiste affermazione più assurda per essere definiti “artisti”!

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