Guillermo del Toro e il Romanticismo – Frankenstein

Un regista visionario, un pittore del Romanticismo tedesco e una scrittrice che ha cambiato per sempre la letteratura gotica: tre mondi lontani nel tempo, ma sorprendentemente uniti nel nuovo Frankenstein di Guillermo del Toro.

Dietro ogni inquadratura del film si nasconde un universo di riferimenti artistici che va ben oltre il cinema. Dai paesaggi malinconici e sublimi della pittura romantica ottocentesca di Caspar David Friedrich alle atmosfere cupe e cariche di simbolismo, fino all’immaginario creato da Mary Shelley, l’opera di Del Toro dialoga costantemente con la storia dell’arte.

Ma quali dipinti hanno ispirato il regista? E in che modo il Romanticismo ha contribuito a dare forma all’estetica del film?

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800 Padova Festival – “Dal sentimento alla libertà: l’artista nell’Ottocento tra anima e mondo”

“Dal sentimento alla libertà: l’artista nell’Ottocento tra anima e mondo” racconta la grande rivoluzione dell’arte ottocentesca: il passaggio dall’interiorità romantica alla conquista della libertà creativa.
Attraverso pittura, letteratura, musica e filosofia, si esplora un secolo in cui l’artista smette di essere artigiano per diventare viaggiatore, ribelle, coscienza del proprio tempo.

Dalla spiritualità di Caspar David Friedrich al patriottismo di Francesco Hayez, dall’indipendenza di Gustave Courbet alla nascita dell’Impressionismo, fino all’eredità contemporanea di questa trasformazione, la conferenza mostra come l’Ottocento sia il momento in cui l’arte diventa specchio dell’anima e voce del mondo.

Info e prenotazioni: https://www.800padovafestival.it/

Lunedi 8 dicembre, ore 10:30 – Sala Rossini – Caffè Pedrocchi

INGRESSO GRATUITO

Ophelia & Taylor Swift

Lo sapevi che un’opera di Heyser è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale grazie a Taylor Swift?

Negli ultimi giorni il nome dell’artista è rimbalzato ovunque, complice un collegamento inaspettato con la celebre popstar americana. Un episodio che dimostra ancora una volta come il mondo dell’arte e quello della musica siano spesso più vicini di quanto si possa immaginare, influenzandosi a vicenda e riportando sotto i riflettori opere che meritano di essere riscoperte.

Ma cosa è successo davvero? E perché tutti ne stanno parlando?

Scopri la storia completa e tutti i dettagli nel reel!

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La street art a New York – Keith Haring

Prima che la street art conquistasse gallerie e musei, c’era un giovane artista che trasformava i corridoi della metropolitana di New York nel suo laboratorio creativo.

Keith Haring iniziò disegnando con il gesso sui pannelli pubblicitari neri delle stazioni della metropolitana, realizzando immagini semplici, immediate e riconoscibili da chiunque. Le sue figure danzanti, il Radiant Baby, i cani che abbaiano e gli omini stilizzati diventarono in poco tempo un linguaggio universale, capace di parlare di libertà, amore, razzismo, guerra, AIDS e diritti civili.

Per Haring l’arte non doveva appartenere a pochi, ma essere accessibile a tutti. La strada era il luogo perfetto per incontrare il pubblico senza filtri, abbattendo le barriere tra cultura “alta” e cultura popolare.

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Un viaggio nell’oscurità. Il terrore nell’arte

Sabato 7 dicembre, ore 11:30 – Sala Rossini – Caffè Pedrocchi

Un viaggio nell’oscurità. Il terrore nell’arte.

lezione a cura dello storico e critico d’arte Massimiliano Sabbion.

Tra mostri, streghe e vampiri si analizzerà il tema dell’orrido nelle arti visive, esplorando come figure demoniache e sovrannaturali siano state interpretate da pittori, scultori e illustratori nel corso del tempo esercitando un fascino misterioso che si mescola tra horror e curiosità.

Info e prenotazioni: https://www.800padovafestival.it/

Sabato 7 dicembre, ore 11:30 – Sala Rossini – Caffè Pedrocchi

INGRESSO GRATUITO

Un viaggio nell’oscurità. Il terrore nell’arte

Ezio Bruno Caraceni – Nel labirinto dell’informale – dagli anni ‘50 ai ‘70

Una pittura che si trasforma, superando etichette e confini. I Musei Civici Eremitani dal 7 dicembre 2024 al 30 marzo 2025 ospitano la mostra Ezio Bruno Caraceni – Nel labirinto dell’informale – dagli anni ‘50 ai ‘70, una significativa finestra su un artista veneto da riscoprire, realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

La retrospettiva è composta da oltre cento opere provenienti dall’Archivio Caraceni, che raccontano il percorso dell’artista, nato a Chioggia nel 1927 e morto a 59 anni, dopo aver vissuto gran parte della vita a Roma.

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“Diari Celesti” Laura Fortin – Emanuele Sartori

Diari Celesti” – Laura Fortin – Emanuele Sartori

9 Novembre 8 Dicembre 2024
Sala della Gran Guardia di Padova


Il Comune di Padova Assessorato alla Cultura presenta la mostra Diari Celesti doppia personale di Laura Fortin ed Emanuele Sartori a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion con la collaborazione di Yourbanflat, Bottega Immobiliare e Blonde and Brains, Tipografia Gotica presso la Sala della Gran Guardia di Padova.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo dell’avv. Mariaelena Verde e della Fondazione Celeghin, DMO, Caddy’s.
Inaugurazione venerdì 8 novembre alle ore 17.30

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Arte contemporanea e nuovi linguaggi visivi. A.I.: tra arte e artificio

Che cos’è, oggi, l’opera d’arte? Che cosa è la creatività? Le macchine possono essere creative oppure la creatività è solo una caratteristica umana?

Dalla Rivoluzione Industriale con l’introduzione delle macchine, alle innovazioni scientifiche per pervenire agli albori dell’arte contemporanea da fine ‘800 ai giorni nostri in un excursus tra nuovi linguaggi visivi e A.I. per discutere di programmi, cambiamenti e produzioni artistiche.

Cos’è l’arte contemporanea? Che differenza c’è tra arte, finzione e artificio? Quando uomo e macchina smettono di interagire e dove si colloca la produzione creativa?

Si affronteranno temi e interrogativi sui quali discutere per approfondire l’iterazione tra arte, grafica, design, moda e pubblicità, tra nuove figure professionali e cambiamenti, tra “creativi” e “artisti” in un futuro sempre meno fantascientifico, ma più vicino e reale.

Il bacio nella storia dell’arte

Lezione presso Villa Farsetti – Santa Maria di Sala (VE) – 5 maggio 2024 ore 17:00

Il bacio è l’attesa, è il cuore che pulsa, è il percepire il sapore e l’odore dell’altro, è magia, è un incontro di fatalità e di emozioni che si annullano, è l’abbattimento della lontananza tra le persone, è avvicinamento dei corpi, è il perdersi in un’altra anima.
Tra i primi baci nell’arte troviamo quello rappresentato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova nella scena dell’incontro tra Sant’Anna e San Gioacchino; Giove e Io di Correggio con un’immagine seducente che si rivela sensualmente languida; Amore e Psiche di Antonio CanovaIl bacio di Gustav Klimt e via via fino ai più bei baci della storia del cinema.
Una lezione speciale per concludere la mostra “Dire, fare…baciare” tra storia e curiosità.

Domenica 5 maggio – ore 17:00 – presso la Sala Teatro di Villa Farsetti – Santa Maria di Sala (VE)

“Dire, Fare … Baciare”

“Dire, fare…baciare” – Un contemporaneo racconto visivo attorno al Bacio

Dal 6 aprile al 5 maggio 2024 – Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE)

Di fronte a un gesto universale come il bacio, che potremmo inseguire attraverso gli strumenti e le mediazioni dell’antropologia come della linguistica o della letteratura, è nata la scelta di indagare questo frammento di quotidianità dal punto di vista dell’arte. Quaranta artisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero (Europa, Asia, Corea), hanno risposto a questo progetto di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion, dedicato al tema del bacio e non solo, offrendo con corale empatia una straordinaria ricchezza di opere tra le più varie, quasi tutte appositamente create per la mostra e che si allineano lungo un amplissimo ventaglio di baci, declinandone le più diverse realtà emotive.

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