Archivio annuale 2015

Performance dello stupore: Perfect! Tutto è arte (in)compiuta

Pubblicato il 6 ottobre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Esistono canoni estetici per l’arte contemporanea? Esiste la possibilità che tutto quello che è presentato possa essere considerato arte? Quante volte ad una mostra ci si trova nell’imbarazzo totale nel chiedersi quale sia, ad esempio, l’estintore e quale l’opera d’arte? E che dire poi dei vuoti cosmici che corrispondono a stanze completamente sgombre? Sgombre da ogni pensiero e da ogni oggetto e ci si chiede “Beh? E cosa sono venuto a vedere?”, si, perché in fondo spesso una stanza libera da oggetti è comunque sempre una stanza da riempire.

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Genialità e fortuna: esistono i colpi di geni ma anche le botte di c…

Pubblicato il 29 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

La fortuna non c’entra quando ci si trova davanti ad un artista e al suo lavoro, o meglio non solo quella, non ci vuole solo la Dea bendata che deve far scaturire valanghe di parole a decantare le opere e la critica ma soprattutto coinvolgere-sconvolgere il pubblico.
Ci vuole bravura, spesso si dimentica questa parola: genialità e bravura che, se per i pochi artisti di fama mondiale, coincide con il riconoscimento globale e valanghe di premi, per altri sta a significare un percorso fatto di gavetta, di studio, di umilianti mostre presentate alle sagre di paese o in qualche buio luogo adibito a spazio espositivo, ma, ricordiamo, che anche gli Impressionisti cominciarono dal basso, anzi no, dall’alto, esponendo in un sottotetto nel 1874.

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Animali dai capelli rosa: bestie e bestialità da vernissage

Pubblicato il 25 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Non ho capito perché per andare ad un’inaugurazione d’arte bisogna per forza avere i capelli rosa…
Lo stupore di fronte all’originalità si perde davanti alla banalità, sono passati i tempi del Futurismo in cui per essere sovversivi e originali bastava girarsi le giacche e i panciotti e al massimo indossare poi sgargianti colori, ora sembra che lo stupire sia la prima vera formula di presentazione.

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Quando i discorsi sull’arte si trasformano in arte del discorso

Pubblicato il 22 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“In arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buono del non dire niente”
(Ludwig Wittgenstein)

“Torsione, sensualità della materia e dinamismo rinviano alle scandalose sperimentazioni di Medardo Rosso sull’Informale, evidenti i richiami alla statuaria barocca e all’archivio della memoria in cui ritroviamo anche la riproduzione dell’Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini“.
Bene, letto tutto? Questa riportata è una critica esposta all’ultima Biennale d’Arte di Venezia come dicitura di spiegazione vicino ad un’opera all’Arsenale nel Padiglione Italia, ovviamente non dirò di quale artista si tratta, né di quale opera in questione e neppure di quale critico ha lasciato ai posteri tale dicitura.

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Concettualismo: quando un re è nudo. Penso, dunque sono.

Pubblicato il 18 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Quando davanti ad un’opera d’arte (scultura, performance, video) non si capisce quello che si vede allora si dice che è un’opera concettuale.
È la proposta fatta dall’artista di turno che presenta un linguaggio non facile e non comprensibile alla prima visione. Un’arte che presuppone un codice da decodificare per capire, comprendere e “messaggiare” con lo spettatore, ognuno ci vede quello che vuole, ma il concetto iniziale detto e fatto dall’artista arriva sempre puntuale con la classica e scontata frase “l’artista voleva dire che…”

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Umanità immigrata e culture contaminate: il potere mediatico dell’Arte

Pubblicato l’11 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Giornali, tv, social network, pagine intere e blog vari puntano l’attenzione su quello che avviene in questo periodo che va sotto il nome di immigrazione di profughi.
Il mondo intero ne è coinvolto, questa è il sistema “globale” di trasmissione di dati, di culture e di umanità a cui non si può rimanere indifferente e non farsi coinvolgere.
È passato un secolo dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il mondo sembra aver azzerato ancora una volta le distanze.

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“Dopo di noi, il diluvio”. Che ne sarà dell’Arte Contemporanea?

Pubblicato l’8 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

“Mi interessa molto il futuro: è lì che passerò il resto della mia vita”
(Anonimo)

Rifugiarsi nel passato significa avere paura del presente e non guardare al futuro, cullarsi nelle sicurezze di quello che è stato, per comodità e per codardia.
Che piaccia o no siamo qui, nel presente, viviamo l’attualità e creiamo le basi per l’avvenire, egoisticamente pensiamo che quel domani sia solo per noi, solo nostro, ma nel domani forse noi non ci siamo: si preparano i terreni per chi verrà.

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(Fame) I wanna live forever. Sei davvero così bravo?

Pubblicao il 2 settembre 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Come si fa a diventare famosi? Come si fa ad essere sulla cresta dell’onda? Come essere riconosciuti e riconoscibili? Non solo nel campo dell’arte ma in tutte le professioni che richiedono quella visibilità di cui si ha ASSOLUTO bisogno. Una frase dell’attore Steve Martin sintetizza le prerogative sopra elencate: “Sii così bravo da non poter essere ignorato“.

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Arte perché? La forza di un popolo sta nella difesa della sua cultura

Pubblicato il 31 luglio 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

A Gabriella,
la mia mamma,
forte come una roccia e viva sempre, per l’amore.
(29/01/1941-31/07/2011)

“La vera vita è riflessione su se stessa”
(Giovanni Gentile)

La forza di un popolo sta nella difesa della sua cultura, direi che con questa frase d’inizio si potrebbe concludere l’excursus di parole che ne seguiranno.
Non ci sarebbe altro da aggiungere ma dato lo spazio e il tempo per farlo non manca allora qualche parola da spendere per FORZA e per DIFESA ci sta tutta!

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“Non deve per forza piacerti tutto”. L’arte sta al piacere come la de Filippi a Costanzo

Pubblicato il 28 luglio 2015 in http://vecchiatoart.blogspot.it

Quando Alan Bennett, commediografo inglese, venne nominato nel 1993 fiduciario della National Gallery di Londra alla conferenza stampa disse: «Mi piacerebbe che all’ingresso ci fosse un cartello con scritto: “Non deve per forza piacerti tutto“».
Un’affermazione che nasconde in sé molteplici punti di forza e di dibattito: tutto quello che si fa sotto il nome di ARTE deve per forza essere bello e piacevole? Tutto quello che è passato, è ormai storia certa, ma non tutto è storicizzato o da considerare “artistico”.

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